Sentieri selvaggi (#ITER – 2^ tappa)

Don Giuseppe, il prete burbero ma dolce che gestisce Chateau Verdun, ci racconta l’origine dell’antica struttura in cui abbiamo pernottato, una grangia che funzionava come base logistica per i canonici del Colle, in cui s’immagazzinavano le provviste, si gestiva l’orto, la stalla e il pollaio, e addirittura si lavavano i panni che non avrebbero potuto asciugare a 2500 m di quota durante l’inverno.

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Oggi saliremo anche noi lassù, e ci renderemo conto sulla nostra pelle della durezza della vita dei monaci, che superavano a piedi più di 1000 metri di dislivello per portare le provviste fino all’ospizio del colle, affrontando i pericoli legati alle valanghe e al maltempo.

Decidiamo di seguire le loro orme, percorrendo il sentiero della Via Francigena, che sale ripidissimo verso il passo. Siamo ancora galvanizzati dai bellissimi single-track della tappa precedente, e non abbiamo dubbi quando decidiamo di abbandonare l’asfalto.

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Qualche dubbio ci viene dopo le prime rampe, che fatichiamo a superare nonostante il prezioso aiuto del motore elettrico. Il fondo è molto sconnesso, e non è facile controllare la bicicletta superando guadi e scalini di roccia. Spesso dobbiamo scendere e spingere la bicicletta, che con il peso aggiuntivo del motore elettrico non si lascia sollevare volentieri.

Prima del colle facciamo una sosta all’enoecoteca di fronte al rifugio del pellegrini dedicato a Don Carioni, prete lodigiano, dove ci servono un monumentale tagliere di salumi e formaggi, in cui i sapori valdostani si mischiano a quelli padani.

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In cima al passo ci fermiamo a fare le foto di rito, prima al gruppo sotto il cartello del colle, poi a Terra, bellissimo esemplare di cane San Bernardo.

Incontriamo Rinaldo, un camminatore solitario che conosce alla perfezione queste montagne. Quest’uomo sembra uscito dalla macchina del tempo, ci racconta le follie del clima del Colle, con un record di 37 gradi sotto zero e 21 metri di neve misurati sul versante italiano.

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Mentre ascoltiamo il racconto inizia a piovere, e scappiamo verso valle. Questa volta decidiamo di evitare il sentiero, e arriviamo a Martigny dopo una discesa lunga e velocissima.

La descrizione della tappa

La salita verso il colle del Gran San Bernardo sul sentiero pedonale della Via Francigena è particolarmente impegnativa e sconnessa, adatta solo a chi ha un’ottima padronanza della bicicletta e un buon allenamento. Infatti anche se si usa la e-bike spesso bisogna spingere o sollevare la bicicletta.
I meno allenati possono salire per la strada statale, che prosegue dopo il passo fino a Martigny. Una discesa molto lunga che potrebbe essere piacevole se il traffico automobilistico fosse meno intenso.
Guarda le foto sulla mappa, e scarica la traccia GPS. Se non la visualizzi clicca qui