E-mountain bike, una rivoluzione copernicana (#ITER – 1^ Tappa)

Prendiamo cinque persone adulte, che hanno in comune l’amore per il viaggio e per la bicicletta…

… e consegnamogli 5 e-mountain bike a pedalata assistita, nuove fiammanti:

Con ogni probabilità si scateneranno, cimentandosi in discese spericolate e salite ardite, divertendosi come dei bambini.

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La e-bike, e ancora di più la e-mountain bike, rappresenta una rivoluzione copernicana nel mondo della bicicletta.

Chi è abituato alla bellezza dei lunghi viaggi, alla fatica delle salite, alle ore passate in sella, al romanticismo della bicicletta, spesso guarda con sospetto al nuovo mezzo. Lo vede come una “scorciatoia” per chi non può o non vuole faticare, un surrogato ecologico di un ciclomotore.

Ma l’opinione cambia salendo in sella: per comprendere il senso e le potenzialità della e-bike bisogna provarla. Già il primo colpo di pedale t’impressiona, in un attimo arrivi a venti chilometri orari, che mantieni anche in salita, senza problemi. L’altro aspetto stupefacente, almeno nelle e-MTB di ultima generazione, è l’agilità: il motore montato sul movimento centrale, la batteria molto bassa, fanno si che il peso in più (circa otto chilogrammi), non si senta più di tanto. E questo consente ad esempio di affrontare anche i single track più impegnativi senza particolari problemi, con in più la possibilità di percorrere salite ammazzagambe solitamente riservate ai biker più allenati.

Ma perché siamo qui?

ITER: Immagina un Trasporto Efficace e Responsabile

Un bell’acronimo per un progetto, che rispecchia la filosofia che da sempre anima la Fondation Grand Paradis, che lo ha ideato. Luisa Vuillermoz, la giovane direttrice della Fondazione, ci viene incontro a Introd anche lei in sella a una e-MTB, e prima di guidarci nella visita del castello ci racconta gli scopi del progetto.

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Luisa Vuillermoz, direttrice della Fondation Grand Paradis

Il tema dello sviluppo sostenibile delle vallate del versante valdostano del parco è importante e sentito sia dalla comunità locale sia dai turisti. Questi ultimi hanno aumentato notevolmente la loro sensibilità ambientale, soprattutto se arrivano dai centri urbani, e a maggior ragione si aspettano di trovare nei luoghi montani le buone pratiche che faticosamente vengono sperimentate nei centri urbani. Le e-bike sono protagoniste di un progetto di mobilità di grandissimo interesse: nelle valli del parco è stato creato un bike sharing con 66 biciclette distribuite in 11 pensiline alimentate con pannelli fotovoltaici; più di 100 biciclette sono state distribuite agli albergatori, che le hanno messe a disposizione dei loro ospiti; e ora le e-MTB di alta gamma, che potranno essere utilizzate gratuitamente da chi spenda almeno 10 euro in una delle strutture di accoglienza turistica della zona. Considerato il valore delle biciclette, l’intensità dell’esperienza, la bellezza dei percorsi, è un’opportunità che vale il viaggio!

La tappa di oggi: da Rhemes Notre Dame a Saint Oyen

Dalla valle di Rhemes scendiamo su asfalto fino a Villeneuve, per poi risalire nella Valle di Cogne fino a Pont d’Ael. Nuova discesa sino al fondovalle per raggiungere Aosta e da qui ripida salita lungo la Via Francigena, prima su asfalto e poi lungo i bellissimi single track che costeggiano i rus (i canali d’irrigazione delle vigne).

La tappa sarebbe molto impegnativa (66 km e 1350 m di dislivello), ma grazie alla e-bike le uniche difficoltà sono di tipo tecnico, soprattutto nei tratti accanto ai corsi d’acqua.

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