#PedaLodi 3 – Il Grande Fiume

Pedalare sull’argine maestro del Po dà una bellissima sensazione di libertà. Viaggi a cinque o sei metri di altezza, lungo l’interminabile terrapieno sinuoso, e ti sembra quasi di volare, mentre guardi le campagne dall’alto.

Via col VenTo

Via col VenTo

Sei padrone della strada, quasi sempre riservata alle biciclette o comunque poco trafficata, puoi viaggiare in mezzo alla carreggiata, e fermarti quando ti pare.

Il gruppo dei ciclonarratori è padrone della strada

Il gruppo dei ciclonarratori è padrone della strada

 

Puoi sdraiarti nell’erba che copre i versanti dell’argine, riposare nel silenzio e guardare a sud verso i campi della golena, con l’appennino all’orizzonte, oppure giocare a riconoscere i paesini tra i campi verso nord. E incontri un mucchio di gente, sull’argine, tutti in genere sereni e gentili, felici di camminare o pedalare in santa pace.

A Corte Sant’Andrea visitiamo il Transitum Padi, moderno imbarcadero per i pellegrini diretti a Roma lungo la Via Francigena, che qui traghettano verso la sponda meridionale. Viene a prenderli Danilo Parisi, moderno Caronte che viaggia su un veloce motoscafo. Qui incontriamo due viandanti partiti da Santa Cristina alle 5.30 del mattino, e a quanto pare hanno viaggiato molto veloci, se già sono qui alle 10, dopo aver percorso più di 25 chilometri.

Poco più in là raggiungiamo altri due pellegrini, e ci fermiamo a salutarli.

Veronica incontra Michale e Linda, pellegrini californiani

Veronica incontra Michale e Linda, pellegrini californiani

Sono Michael e Linda, californiani partiti da Pavia, che affrontano la Via Francigena dopo aver percorso l’anno scorso il Cammino di Santiago. Non riescono a capacitarsi di aver incontrato casualmente i due autori della guida che hanno in tasca, ovvero me e Federico. Dopo la foto di gruppo ci scambiamo i recapiti: collauderanno il nostro lavoro e ci faranno sapere se qualcosa non funziona.

Stiamo percorrendo VenTo, la ciclabile che potrebbe unire Venezia a Torino, secondo il progetto del Politecnico di Milano che ha coniato un acronimo particolarmente efficace.

Qui il percorso è semplicemente perfetto, e siamo tutti ammirati quando percorriamo il nuovo tratto che prima costeggia e poi supera la Via Emilia verso San Rocco al Porto, dove un tempo si era costretti a un attraversamento particolarmente pericoloso.

La meravigliosa pista ciclable che evita il traffico della Via Emilia

La meravigliosa pista ciclable che evita il traffico della Via Emilia

Superata l’Emilia incontriamo Lorenzo, appassionato ciclista che stava seguendo il nostro viaggio su Twitter, e casualmente ci ha incrociato durante il suo giretto domenicale. Altra bella coincidenza.

Lorenzo, il nostro follower su Twitter, incontrato casualmente a San Rocco al Porto

Lorenzo, il nostro follower su Twitter, incontrato casualmente a San Rocco al Porto

Proseguiamo felici sull’argine fino a Santo Stefano, dove la tappa si concluderà in una festa del paese, con vari eventi in contemporanea.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Ci aspetta un incontro con le autorità cittadine per l’inaugurazione del bike sharing che interesserà 8 comuni di questa zona, in un esperimento molto interessante per lo sviluppo turistico di una zona che, ormai è evidente, trova la sua naturale vocazione nello sviluppo della mobilità dolce.

Concludiamo la giornata in uno dei luoghi più belli dell’intero corso del Po, nonostante il macabro nome: i morti della porchera.

I morti della porchera, considerato il più bel punto panoramico sul Po

I morti della porchera, considerato il più bel punto panoramico sul Po

Alberto Conte

Il percorso

Tappa facilissima, completamente in sicurezza sulla meravigliosa ciclopista che percorre l’argine del Po. Clicca qui per scaricare la traccia da Everytrail.


L’accoglienza

Ceniamo a Santo Stefano, ospiti del Comune, che ringraziamo di cuore, e dormiamo nella zona di Maleo, a pochi chilometri da Santo Stefano, presso il B&B Amarilli, piccola struttura a conduzione familiare.