#PedaLodi 2 – Il paesaggio incantato

Bella la vita del cicloviaggiatore. Sveglia in un bell’agriturismo, colazione abbondante con biscottini e brioche fatte a mano, foto di gruppo con il nostro ospite e via, godendosi il soffio dell’aria fresca del mattino sul viso.

I ciclonarratori al gran completo in posa di fronte al Duomo di Lodi

I ciclonarratori al gran completo in posa di fronte al Duomo di Lodi

In centro ci aspetta Elena, che oggi sarà la nostra guida al Duomo, alla chiesa di San Francesco e soprattutto al Santuario dell’Incoronata, il monumento forse più rappresentativo di Lodi, un trionfo di colori decorato dai pittori più importanti che hanno lavorato a Lodi nei quattro secoli che vanno dal ‘400 all’800.

Elena, la nostra guida

Elena, la nostra guida

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Salutiamo Elena e ci fermiamo da quella che Girumin definisce una delle attrattive irrinunciabili della città: un fornaio che serve delle focacce da urlo.

Le ciclogolosone all'opera

Le ciclogolosone all’opera

Usciamo da Lodi diretti a sud, incrociamo la Muzza e seguiamo Girumin in un dedalo di stradine campestri intervallate da tratti si sentiero selvaggio, in mezzo all’erba alta. Faticoso ma molto, molto divertente.

Ci fermiamo per la pausa pranzo in un bar di Brembio. Daniele, il gestore, vista la nostra titubanza a lasciare le bici di fronte al bar le fa entrare nel locale, tra gli sguardi stupiti dei clienti. Un bel segno di attenzione allo slow tourism.

A Brembio il Silvano's café si dimostra molto accogliente con i cicloviaggiatori

A Brembio il Silvano’s café si dimostra molto accogliente con i cicloviaggiatori

Proseguiamo verso Zorlesco, dove Angela ci fa visitare Villa Biancardi, interessante esempio di stile eclettico, e proseguiamo verso sud, diretti a Casalpusterlengo.

Di fronte al convento dei Cappuccini un gruppo di ragazze vendono i prodotti di una cooperativa di recupero di tossicodipendenti. Sono molto incuriosite dal nostro variopinto gruppetto, e volentieri si fanno fotografare.

Le ragazze della comunità il Mulino in posa con i loro prodotti

Le ragazze della comunità il Mulino in posa con i loro prodotti

La tappa successiva è all’oasi di Monticchio, un paradiso naturalistico in cui nidificano aironi e garzette, e che in questi giorni si è trasformata in un luogo da fiaba: il polline ha ricoperto ogni angolo del bosco, i campi, e addirittura lo stagno. Tanto che un viandante distratto potrebbe confonderlo con una radura e cadere in acqua. Luca, la nostra guida, fende l’acqua coperta dalla polvere bianca per catturare un girino. Qui ce ne sono migliaia, mi dice.

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A Senna, la nostra meta finale, ci aspetta Giovanni Favari, gestore dell’ostello comunale, che avevamo già incontrato lungo la Via Francigena. Ci mostra orgoglioso il diario di Sigerico, l’arcivescovo che percorrendo la Via Francigena segnò corte Sant’Andrea, punto di imbarco del traghetto sul Po, come tappa del suo diario.

Qui siamo nel cuore del turismo slow italiano: nel comune di Senna Lodigiana s’incrociano infatti due percorsi internazionali: la Via Francigena, che per la federazione europea della bicicletta è il corridoio Eurovelo 5, e la ciclopista del Po, o “VenTo”, Eurovelo 8. Il che rende questa zona poco conosciuta un potenziale snodo della mobilità dolce nazionale.

Un sogno? Forse, ma io già me la vedo, Senna Lodigiana brulicante di pellegrini e cicloviaggiatori.

Alberto Conte

Il percorso

Tappa facile, anche se l’orientamento non è semplice, visto la quantità di deviazioni e scorciatoie che ci ha fatto provare Girumin.

Guarda lo slideshow sulla mappa e clicca qui per scaricare la traccia GPS.