#PedaLodi 1 – Uscire (vivi) dalla metropoli

L’appuntamento è “al solito posto”, il monumento di fronte alla Stazione Centrale di Milano. Da anni i nostri viaggi-evento in partenza da Milano iniziano qui, per sottolineare l’importanza dell’intermodalità bici più treno.

Uno dopo l’altro arrivano i ciclonarratori del #PedaLodi: Veronica, una malata cronica di viaggio, che insieme a suo marito Leo ha fondato www.lifeintravel.it, Giancarlo Girumin, autore di guide per Terre di Mezzo, Fabio, il nostro videomaker, Federico, che guiderà il gruppo in questi giorni, e Franco, mio padre, 76 Euro portati alla grande, ancora una volta in viaggio con me, nonostante gli acciacchi dell’età.

La prima sfida è uscire vivi da Milano. Sembra impossibile, ma siamo certi che Federico saprà come portarci fuori di qui. E infatti infila una ciclabile dietro l’altra, intervallata da tratti di strade secondarie che ci fanno attraversare prima il centro e poi l’hinterland in sicurezza.

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La prima metà della giornata scorre tra le periferie milanesi, un non-luogo interminabile, in cui le villette a schiera danno il cambio a capannoni che massacrano il paesaggio, fino a Paullo.

Qui pranziamo, in un bel ristorante-enoteca. Dopo un po’ allungo l’orecchio per ascoltare i discorsi del tavolo vicino, e mi rendo conto che sono simili ai nostri. Guardo meglio e riconosco il management di Cinelli (mitica fabbrica di bici che sta qui in zona) al gran completo. Coincidenza sorprendente.

Pausa pranzo a Paullo

Pausa pranzo a Paullo

Arrivati al fiume Adda entriamo in provincia di Lodi, e finalmente inizia il viaggio. Ci troviamo immersi in un fitto bosco, la carrareccia si restringe metro dopo metro, fino a trasformarsi in uno stretto sentiero a zig-zag nel fitto bosco.

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Arrivati a un ponticello sgarrupato che supera una roggia impetuosa, dobbiamo trasbordare i bagagli e le bici con grande prudenza, nel timore di volare di sotto.

Il passaggio avventuroso

Il passaggio avventuroso

Procediamo a fatica, divertendoci come dei matti. Non ci aspettavamo proprio di trovarci in una specie di giungla tropicale alle porte di Lodi. La fitta boscaglia si apre di tanto in tanto per mostrarci il fiume, e poi si richiude per rientrare verso Lanche (che il Girumin ci spiega essere pozze d’acqua separate dal corso del fiume) e Morte (tratti di acqua ferma ancora unite al corso d’acqua).

Nei pressi di Lodi incontriamo un enorme gregge che viaggia verso nord. La transumanza è iniziata.

Nei pressi di Lodi incontriamo un enorme gregge che viaggia verso nord. La transumanza è iniziata.

Lodi ci aspetta dietro un’ansa. Attraversiamo il bel centro storico, la piazza principale ci mette una gran voglia di aperitivo sotto i portici, baciati dall’ultimo sole.

Il duomo di Lodi

Il duomo di Lodi

Il percorso

L’uscita da Milano avviene lungo la ciclabile di Viale Argonne, che prosegue in Via Corelli, taglia il parco Forlanini e costeggia l’aeroporto di Linate. Da qui è possibile arrivare a Paullo su un misto di strede secondarie e ciclabili, fino all’Adda. Sulla destra orografica del fiume si percorre un bel percorso misto di carrareccie e single-track.

Guarda lo slideshow sulla mappa, e clicca qui per scaricare la traccia GPS da Everytrail.

L’accoglienza

Pernottiamo all’Agriturismo Cavrigo, una bella struttura alle porte di Lodi, un’opportunità di soggiornare in campagna a un passo dalla città.

I ciclonarratori in posa con Luciano, proprietario dell'Agriturismo Cavrigo

I ciclonarratori in posa con Luciano, proprietario dell’Agriturismo Cavrigo