Le terre di mezzo (8^ Tappa, da Castelfiorentino a Lucca)

Quando si pensa alla Toscana in genere parte nella nostra mente una sequenza di immagini che va dalle colline delle Crete senesi ai cipressetti della Val d’Orcia, passando per Ponte Vecchio, la Torre pendente e il mare dell’Argentario. 

Ma oltre alla Toscana che i media mainstream inseriscono nel nostro immaginario, ce ne sono molte altre: dal Casentino, alla Lunigiana, al Mugello, alle tante terre di mezzo che quando le attraversi dici: “beh, qui non sembra di essere in Toscana”, dimostrando quanto i luoghi comuni governino le nostre menti. Oggi ho attraversato alcuni di questi territori: l’alta Val d’Elsa, la bassa Valle dell’Arno, le colline che separano Fucecchio da Altopascio, la piana di Lucca. Territori “normali”, alcuni più belli, altri meno, ma tutti indiscutibilmente toscani. Mi piace ricordare che il viaggio è una metafora della vita, per comprendere l’anima dei luoghi bisogna scoprirne le cose migliori, quelle normali, e anche gli aspetti oscuri.

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Comunque anche oggi non mancano le eccellenze: San Miniato innanzitutto, con il suo centro medievale sdraiato su un crinale, dominato dallo strano profilo della rocca di Federico II. Pochi lo conoscono, ma è un posto bellissimo e autentico, che non concede nulla al turismo di massa.

Molto interessante anche il centro storico di Fucecchio, anch’esso arroccato su una collina attigua all’Arno, così come Altopascio, culla dell’ospitalità Francigena, in cui venne fondato l’ordine dei Cavalieri del Tau, la cui missione durante il medioevo era di accogliere e difendere i viandanti. Ma la perla della giornata è indiscutibilmente Lucca, la città delle cento chiese, i cui bastioni hanno protetto il centro storico prima dall’assalto degli eserciti nemici, successivamente da quello ben più insidioso della modernità. Grazie al poderoso sistema difensivo, costruito tra il cinquecento e il seicento, si è creata una fascia verde di sicurezza tra i quartieri della città moderna e il centro medievale, che si è conservato pressoché intatto.

Sulla sommità dei bastioni è stato costruito un grande anello ciclopedonale, lungo più di quattro chilometri, da cui si può ammirare il centro storico da una decina di metri di altezza, prima di scendere nel dedalo di vicoli e viuzze in cui secoli di storia si sovrappongono senza soluzione di continuità. In Piazza dell’Anfiteatro è perfettamente riconoscibile la forma ellittica e nei vicoli che la circondano resti delle mura dell’edificio romano, e infiniti sono gli spunti offerti da una città che giustamente oggi brulica di turisti.

La fotografia a 360° di Piazza dell’Anfiteatro, a Lucca


Dopo l’inevitabile pedalata sulle mura, io vado a colpo sicuro al Duomo di San Martino, dove fotografo la Poderosa (che solo oggi ho scoperto da chi me l’ha prestata che in realtà si chiama Barbara!), accanto al labirinto medievale della facciata, simbolo del pellegrinaggio e in generale del ciclo della vita.

Gli incontri

A San Miniato passo a trovare Anna, una signora campana che gestisce l’omonimo B&B in pieno centro. La trovo indaffarata nella preparazione di una torta per i sui ospiti, letteralmente con le mani in pasta. “I pellegrini continuano ad aumentare”, mi racconta, “questo mese lavoro quasi esclusivamente con loro”.

Anna, getisce l'omonimo B&B in centro a San Miniato

Anna, getisce l’omonimo B&B in centro a San Miniato

A Galleno, dove tuttora è possibile percorrere uno dei pochi tratti originali dell’antica Via Francigena, risalente al X secolo, incontro casualmente Giovanni. Amico pellegrino, residente in zona, che da anni si prende cura del percorso occupandosi della manutenzione e della promozione. Sta accompagnando una classe di ragazzi delle medie, che quando me ne vado mi salutano con un “Buon cammino!”. Hanno imparato bene la lezione.

Giovanni Corrieri, grande appassionato della Via Francigena

Giovanni Corrieri, grande appassionato della Via Francigena

Il cibo

A Fucecchio intervisto Stefano, ex cuoco che ora ha aperto un bar per vivere una vita meno stressante, che mi spiega che in questa zona la presenza del Padule ha influenzato la cucina, basata essenzialmente sulla cacciagione. Tra le ricette più originale mi nomina il Caciucco di cacciagione, simile al caciucco alla livornese ma fatto con gli uccellini anziché con il pesce. Ad Altopascio invece il protagonista è il pane, che viene prodotto secondo un disciplinare che fa si che il marchio del “Pane Tradizionale di Altopascio” venga affidato solo alle aziende che dimostrano di soddisfare l’antica ricetta, che ad esempio prevede che non venga utilizzato lievito ma un ingrediente chiamato “la sconcia”, prodotto quotidianamente.

L’accoglienza “bike friendly” del B&B Leone di Sant’Anna

Lucca è l’unica tappa del PedalaFrancigena in cui non siamo stati ospitati. E può succedere, magari essendo un luogo già molto turistico gli operatori ritengono di non avere bisogno di altra pubblicità. Prenoto quindi pagando tramite internet una struttura che non conosco, il B&B Leone di Sant’Anna, indico nella prenotazione che arriverò in bicicletta e che avrò bisogno di metterla in un luogo recintato, anche se aperto. Nessuna risposta. Quando arrivo, la persona che mi “accoglie”, mentre mi apre il cancello del giardino mi dice che il parcheggio per la bicicletta costa 5 Euro. Il tutto per attaccare la mia bici da 2000 euro a una rastrelliera sgangherata. Di fronte alle mie proteste il gentilissimo receptionist mi dice che se non mi garba la posso legare fuori dall’edificio. Alla faccia degli sforzi della Regione Toscana per promuovere il turismo in bicicletta!

La tappa

Una settantina di chilometri, con un dislivello ci circa 600 metri, una tappa di media difficoltà, in cui risultano impegnative le pendenze delle salite, soprattutto verso San Miniato Alto, nelle due direzioni. In generale un percorso molto piacevole, intervallato da qualche tratto trafficato difficilmente evitabile.  

Guarda il video in 3D della tappa:  

Guarda lo slideshow sulla mappa, con la posizione di tutte le foto: se non funziona o se vuoi scaricare la traccia GPS clicca qui