I veri pellegrini e gli autentici viandanti (4^ tappa, da Bolsena a Radicofani)

Quando ascolto i “veri pellegrini” che recitano a memoria il decalogo delle esigenze del “vero pellegrino” mi viene da sorridere. Io penso che il “vero pellegrino” sia un animale mitologico, una leggenda metropolitana trasmessa di bocca in bocca lungo i sentieri di mezza Europa.

Una delle maggiori qualità di percorsi come la Via Francigena e il Cammino di Santiago è la varietà delle persone che li frequentano. Guai se fossero riservati a pochi eletti, a un’aristocrazia di camminatrici e camminatori che si mettono in viaggio mossi dalla fede, oppure a coloro che ritengono di interpretare in modo rigoroso l’azione del peregrinare.
Io penso che la contaminazione sia una ricchezza, che qualunque siano le motivazioni per cui una persona decide di partire un viaggio lento sia una straordinaria opportunità di arricchimento e di cambiamento. Non è giusto emarginare i “turigrini”, gli inesperti, coloro che s’incamminano verso Santiago o verso Roma attratti dal basso costo delle strutture d’accoglienza. Inevitabilmente il cammino cambierà la loro vita, li avvicinerà all’essenza, sarà comunque un’esperienza spirituale, anche se non religiosa. Se ben accolti accumuleranno positività, che ridistribuiranno al loro ritorno nella quotidianità. Piccole gocce di cambiamento, che messe insieme potrebbero crescere e diventare qualcosa di importante.

A San Lorenzo mi aspetta la prima sorpresa della giornata: incontro casualmente Beniamino, pellegrino canadese di origine siciliana che sta viaggiando a piedi da Milano a Caltagirone, suo paese d’origine. Lo avevo conosciuto a Milano, prima della partenza, e non ci eravamo dati un appuntamento. Magnetismo della Francigena, un percorso sul quale nulla avviene a caso.

A San Lorenzo mi aspetta la prima sorpresa della giornata: incontro casualmente Beniamino (a sinistra), pellegrino canadese di origine siciliana che sta viaggiando a piedi da Milano a Caltagirone, suo paese d’origine, insieme al suo amico Antonio. Lo avevo conosciuto a Milano, prima della partenza, e non ci eravamo dati un appuntamento. Magnetismo della Francigena, un percorso sul quale nulla avviene a caso.

Non esistendo il “vero pellegrino”, non esiste la “vera Via Francigena”. Su questo campo si confrontano due scuole di pensiero: i “dritti alla meta”, anche a costo di camminare per chilometri sul bordo di una statale trafficata, e i “contemplativi”, che avendo deciso che chi ha fretta nel 2014 ha la possibilità di viaggiare in autobus vogliono evitare il traffico e godersi il paesaggio e la tranquillità, anche se si allunga il percorso.
Io mi sento più vicino a questa seconda categoria, ed essendo un progettista di percorsi ciò ha ovvie conseguenze sui risultati del mio lavoro. Tuttavia mi rendo conto che ogni viandante ha un suo modo di camminare, e magari tempi da rispettare per i motivi più vari. Inoltre le esigenze di percorso di una stessa persona possono cambiare molto a seconda della giornata, dello stato di salute e dell’umore, e soprattutto del tempo atmosferico.

La signora Catia precorre i tempi: il suo bar alle porte di San Lorenzo Nuovo è stato il primo a esporre il cartello “Qui si timbrano le credenziali”. Un’insegna comune lungo il Cammino di Santiago, che ispira simpatia ai pellegrini e procura clienti alla signora.

La signora Catia precorre i tempi: il suo bar alle porte di San Lorenzo Nuovo è stato il primo a esporre il cartello “Qui si timbrano le credenziali”. Un’insegna comune lungo il Cammino di Santiago, che ispira simpatia ai pellegrini e procura clienti alla signora.

La giornata di oggi ne è stata la prova: partito sotto la pioggia, non me la sono sentita di affrontare le piste in terra battuta che uniscono Bolsena ad Acquapendente, e ho imboccato deciso la statale Cassia, l’incubo di qualunque viandante francigeno. Arrivato ad Acquapendente bagnato come un pulcino, visto che non accennava a smettere ho accorciato il mio percorso, evitando di salire a Proceno, per proseguire ancora sulla Cassia.
Una volta raggiunta Centeno, antica dogana pontificia in prossimità del confine con la Toscana, è finalmente uscito il sole, e la primavera è riesplosa in un trionfo di colori e di bellezza. Da quel punto in poi la mia andatura è completamente cambiata, ogni deviazione era mia, ogni scorcio una foto, ogni incontro un saluto e due chiacchiere.

A Centeno busso all’Agriturismo L’Ocanda, incuriosito dal nome e da un cartello “pilgrims welcome”. Mi apre Piero, un signore veneto che tre anni fa ha mollato tutto per trasferirsi qui insieme alla sua compagna Antonella. Mi racconta che nel tempo libero raccoglie vecchi oggetti, ai quali dona nuova vita trasformandoli in opere d’arte povera. Con orgoglio mi chiede se voglio essere il primo visitatore della sua mostra, che inaugurerà tra poche ora. Con orgoglio accetto, è bellissima.

A Centeno busso all’Agriturismo L’Ocanda, incuriosito dal nome e da un cartello “pilgrims welcome”. Mi apre Piero, un signore veneto che tre anni fa ha mollato tutto per trasferirsi qui insieme alla sua compagna Antonella. Mi racconta che nel tempo libero raccoglie vecchi oggetti, ai quali dona nuova vita trasformandoli in opere d’arte povera. Con orgoglio mi chiede se voglio essere il primo visitatore della sua mostra, che inaugurerà tra poche ora. Con orgoglio accetto, è bellissima.

Salendo verso Radicofani lungo la Cassia Vecchia, una delle strade più belle d’Italia, spesso ho deciso di scendere dalla bicicletta e camminare spingendola, per poter ammirare con calma il paesaggio, commosso per tanta bellezza.

 


[lg_slideshow folder="PedalaFrancigena/"] La Val di Paglia si apriva di fronte a me passo dopo passo, dominata dalla mole dell’Amiata, lo sguardo poteva spaziare all’infinito, e si scorgeva in lontananza Montefiascone, distante almeno 50 km. Di fronte a me la rocca di Radicofani, con il suo strano profilo, un po’ inquietante, che curva dopo curva si avvicinava, e che dava alla mia faticosa ascesa il fascino della conquista di una vetta. Io non so chi sia il “vero pellegrino”, ma in quei momenti mi sono sentito un autentico viandante.

 

Alberto Conte

A Radicofani mi accoglie Fausto, assessore alla cultura sui generis, meraviglioso esempio di come si possa interpretare il ruolo di amministratore in un piccolo centro. Fausto è un autentico appassionato della Via Francigena, e si occupa personalmente della gestione del piccolo ostello per i pellegrini da Ottobre a Giugno, periodi in cui non è presidiato dai volontari.

A Radicofani mi accoglie Fausto, assessore alla cultura sui generis, meraviglioso esempio di come si possa interpretare il ruolo di amministratore in un piccolo centro. Fausto è un autentico appassionato della Via Francigena, e si occupa personalmente della gestione del piccolo ostello per i pellegrini da Ottobre a Giugno, periodi in cui non è presidiato dai volontari.

 I miei ospiti

Pernotto alla Casa Vacanze Borgo Maggiore, una struttura appena aperta nel pieno centro di Radicofani. Tre stanze ristrutturate con grande cura, con un bel panorama sulla valle. E’ una scommessa per Andrea, un giovane che a Roma non aveva lavoro e ha deciso di trasferirsi qui per gestire la vecchia casa di famiglia, aiutato dallo zio. Cena al ristorante “La Grotta” di Radicofani, punto di riferimento per i viandanti che possono mangiare benissimo scegliendo alla carta, e godendo di uno sconto speciale. Mi accoglie Giusi, che già ho conosciuto nei miei precedenti passaggi, e che mi accoglie con la consueta gentilezza. Le chiedo quale sia la specialità di Radicofani: come nelle tappe precedenti parte con un lungo elenco all’interno del quale scegliamo i Pici all’Aglione (pasta fresca con pomodoro, peperoncino e molto aglio).

Giusi gestisce con grande passione il ristorante La Grotta di Radicofani, e riserva ai pellegrini un trattamento particolare

Giusi gestisce con grande passione il ristorante La Grotta di Radicofani, e riserva ai pellegrini un trattamento particolare

 La tappa

La tappa è molto impegnativa se percorsa da sud a nord, poiché bisogna superare le tre salite di San Lorenzo Nuovo, Proceno e soprattutto Radicofani. E’ invece di media difficoltà se percorsa verso sud. Ma è un percorso stupendo, che vale lo sforzo. La tappa completa misura 52 km, accorciata evitando Proceno 42 km.

Guarda il video in 3D del percorso:

 

Guarda lo slideshow su mappa, se non lo visualizzi visita il sito Everytrail

EveryTrail – Find trail maps for California and beyond