La biosteria (32^ Tappa, da Santa Maria di Leuca a Cutrofiano)

Allontanarci dalla nostra meta finale, così faticosamente conquistata, ci rattrista un po’. Abbiamo raggiunto il nostro obbiettivo, e la fine del viaggio si fa sempre più vicina. Leuca però ci consola con un delizioso arrivederci: una colazione tipica al bar nella pineta di Punta Meliso, dove il gestore Santino ci addolcisce con un cornetto appena sfornato e caffè al ghiaccio, un caffè freddo macchiato con latte di mandorla.

Ripartiamo alla volta di Cutrofiano, dove si trova l’ultima realtà che racconteremo nel nostro percorso. Pedaliamo pigramente, godendoci il paesaggio: il tragitto è breve, e abbiamo tutto il tempo di visitare i pittoreschi centri storici di Ruffano e Specchia, eletto nel 2013 “Borgo gioiello d’Italia”. Il nostro programma prevedeva una sosta qui per il pranzo, ma nel corso della telefonata per avvisare del nostro arrivo i nostri ospiti ci propongono un’offerta allettante: pranzare insieme a loro a Piccapane, l’agriostello a cui siamo diretti.

Accettiamo volentieri, anche perché il cielo si fa sempre più minaccioso. Arriviamo all’ostello insieme alle prime gocce di pioggia, rifugiandoci nella casa in cui ci accolgono i ragazzi che gestiscono Piccapane. Ci troviamo in un grande soggiorno accogliente, dove una ragazza sta preparando il pranzo condiviso: Rosa, che gestisce l’ostello, si offre di portarci a visitare la struttura mentre aspettiamo di mangiare.

Prima della visita Rosa ci offre un antipasto: pane di pasta madre appena fatto, condito con l’olio prodotto dalle olive di Piccapane. “Oltre alle olive, produciamo due tipi di grano: senatore Cappelli e khorasan kamut. Abbiamo anche un orto biologico, per cui utilizziamo solo concimi organici e repellenti naturali. Tutto ciò che produciamo viene utilizzato nella cucina della nostra biOsteria, dove offriamo piatti provenienti da varie culture, ma sempre vegani.” ci spiega. All’interno dell’azienda agricola si portano avanti anche diverse attività in base al periodo dell’anno: dalla saponificazione naturale ai corsi di cucina, da workshop di musica tipica Salentina a passeggiate a cavallo.

Rosa e Alessandra

Rosa e Alessandra

L’ostello è stato ristrutturato secondo i principi della bioedilizia, e dispone di cinque camere arredate con mobili in legno fatti artigianalmente. La sala da pranzo è luminosa e accogliente, dominano colori chiari e grandi quadri colorati. C’è anche un bar e negozio di prodotti biologici, compresi quelli coltivati a Piccapane. “Qui si offrono le colazioni agli ospiti dell’ostello, con prodotti fatti in casa o equosolidali. Inoltre è attiva una biOsteria aperta al pubblico, in cui cerchiamo di diffondere l’idea che anche la cucina vegana può essere saporita, oltre che sana”, ci spiega Rosa.

Pranziamo con pasta alle melanzane e verdure fresche, accompagnate dal pane ancora caldo. Mentre chiacchieriamo, i ragazzi ci propongono di seguirli alla Notte Verde nel paese di Castiglione d’Otranto: una serata dedicata a “Agri-cultura e sviluppo sostenibile”, in cui esporranno aziende ed artigiani locali, per promuovere e valorizzare territorio, tradizioni e prodotti del Salento. Anche Piccapane sarà presente, con un banco vendita dei suoi prodotti.

Quando arriviamo insieme a loro nel pittoresco centro di Castiglione, rimaniamo stupefatti: le viette sono piene di gente, che si stipa intorno ai banchetti, partecipa con interesse ad esposizioni dedicate alle tradizioni locali, si riunisce per assistere a concerti e prendere parte alle danze. L’intero paese è pieno di banchetti che propongono prodotti e realtà di ogni tipo, dalle associazioni per la difesa della biodiversità agli artigiani che espongono il loro lavoro. Non mancano i prodotti gastronomici: noi assaggiamo melanzane ripiene, grano biologico ai frutti di mare, polpettine di farro. Conosciamo inoltre realtà locali come la casa delle Agriculture, che ha organizzato la notte verde: il loro obbiettivo è ridare vita a terreni incolti, a loro concessi in comodato d’uso, attraverso eventi di semina collettiva organizzati periodicamente. In questo modo ottengono due risultati: ripopolare le campagne, coltivando terreni inutilizzati, e creare spirito di comunità grazie alla coltivazione condivisa dei campi.

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Torniamo all’ostello pervasi da una bella sensazione: abbiamo avvertito interesse, entusiasmo, partecipazione.

Una comunità unita per valorizzare e salvaguardare genuinità e tradizione, una notte di festa che tra prodotti tipici e balli popolari racchiude la voglia di vivere un presente un po’ più verde, da coltivare insieme, verso un futuro in cui tutti potranno godere dei suoi frutti.

Ottavia Mapelli

Visita il sito di Piccapane 

Il percorso da Santa Maria di Leuca a Cutrofiano

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Tappa facile senza particolari emozioni, se si eccettua la visita ai bei centri storici di Specchia e Ruffano

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