Lecce (29^ Tappa, da Francavilla Fontana a Lecce)

Lecce ha due volti, due vite, due anime. Di giorno, si compone delle piccole botteghe che espongono i loro prodotti sulle stradine lastricate, dei colori caldi dei muri rovinati qua e là dal tempo e dal sole; si anima grazie alle voci squillanti dei suoi abitanti, ai ragazzi che dopo l’università ridono fuori da un bar. Stuzzica i visitatori con il sapore dei suoi dolci tipici, schierati nelle vetrine delle pasticcerie, o con il profumo di un piatto di orecchiette alla ricotta forte, che un cameriere posa davanti ad un turista. Chi di noi la vedeva per la prima volta l’ha conosciuta così. Ma la sera siamo tornati a trovarla, attirati dalle sue promesse, e lì la città delle chiese ci ha rivelato il suo secondo volto…

Il tratto tra Urupia e Lecce è stato piacevole, senza particolari intoppi o difficoltà. Scivolare con leggerezza su un tragitto di 78 chilometri è esaltante: ti fa capire che le tue gambe e la tua testa si sono adattate al ritmo della bicicletta, che pedalare è ormai parte necessaria delle tue giornate. Affronti le salite come piccole sfide quotidiane, toste ma piacevoli.

L’idea di arrivare Lecce entusiasma tutti, sia chi l’ha già vista e ne conosce la bellezza, sia chi ne ha sentito parlare e non vede l’ora di scoprirla. Entriamo nella città attraverso Porta Napoli, e subito ci immergiamo nell’esplosione di sensazioni che le sue vie sono in grado di trasmettere. Purtroppo non abbiamo molto tempo per fermarci: la visiteremo con più calma il giorno della partenza, e avremo modo di conoscere la sua vita notturna tornando qui stasera. Ci limitiamo quindi a cogliere un assaggio di quello che la città può offrire, uscendo dal centro per dirigerci verso la nostra prossima tappa.

Si tratta della Masseria Miele, un circolo Arci ricavato da una vecchia masseria in campagna. Annunciamo il nostro arrivo suonando la campana all’ingresso, che allarma le galline che qui vagano libere per il cortile. La masseria è gestita da Loris e da sua moglie Marita, in compagnia di galline, gatti, cani, cavalli e mucche, tutti allevati per compagnia. Nei weekend si ospitano serate musicali, cene ed eventi, e vengono organizzati corsi e spettacoli teatrali.

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Dopo la cena in masseria, abbiamo modo di tornare a Lecce insieme a Maurizio, un membro di Ressud. Ressud è una rete di economia solidale, formata dall’unione di artigiani, produttori, GAS e aziende locali: il suo obbiettivo è creare connessioni tra soggetti che portano avanti attività di economia solidale, affinché si possano creare legami di sostegno e collaborazione.

Con lui conosciamo la Lecce notturna: se di giorno si è contagiati dalla vita brulicante che anima le sue strade, di sera non si può far altro che ammirare a bocca aperta i monumenti sapientemente illuminati. Le strade sono affollate di turisti, i negozi funzionanti, ma lo sguardo è rapito dagli edifici: le chiese che si stagliano contro il cielo scuro, l’imponenza del palazzo del governo, l’anfiteatro Romano. Arte e storia si susseguono in ogni via.

Ci concediamo un gelato, stanchi per la lunga giornata. Il viaggio sta volgendo alla sua conclusione, ma ogni giorno riserva nuove scoperte: e Lecce, città nobile ma piena di vita, è senza dubbio un passaggio memorabile nel nostro percorso. Entrambe le sue anime ci hanno conquistato: torneremo la mattina della partenza, riservandoci l’opportunità di rivederla come ultimo regalo.

Visita il sito della Masseria Miele

Visita il sito di Ressud

La tappa da Francavilla Fontana a Lecce

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Tappa facile anche se lunga, non particolarmente interessante fino a Lecce. Bellissimo l’attraversamento del centro storico.

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