Ostuni (27^ Tappa, da Noci a Ostuni)

Parte della bellezza di questo viaggio è l’alternarsi di esperienze culinarie che abbiamo avuto occasione di assaporare, giorno dopo giorno: dalla degustazione di vino in un castello alla pizza intorno al falò, passando per zuppe di lenticchie gustate a piedi nudi in una cucina fiocamente illuminata. Pensavamo che nulla potesse più sorprenderci: questo prima di sederci in tenuta da ciclista ad un tavolo elegantemente apparecchiato nel cortile di una masseria, tra ospiti in abito da sera e alberi illuminati da lampade soffuse, e scoprire che ci attendeva una cena di svariate portate con tanto di degustazione di vini e oli locali. 

Oggi ci aspetta l’attraversamento di una delle zone più belle e famose della Puglia, la Valle d’Itria, guidati dagli amici di Taste&Go, che vi abbiamo presentato nel diario di viaggio di ieri. La giornata inizia con un’avventuroso zig zag in e-bike tra la folla del mercato di Noci, per poi proseguire verso la nostra prima tappa: Alberobello. Il nostro non è un semplice tour alla scoperta dei paesaggi della Valle d’Itria: in ogni tappa ci faranno infatti da guida associazioni locali, che ci racconteranno i loro progetti e ci permetteranno di visitare le loro città attraverso una prospettiva diversa da quella del semplice turista. Ad Alberobello ci attende una guida del museo del territorio cittadino: percorriamo insieme a lei le strade del quartiere di Aja Piccola, composto da quasi 600 trulli.

La base di queste celebri costruzioni a secco è di un bianco brillante dovuto alla calce con cui viene ricoperta la pietra viva, mentre il tetto è composto da pietre piatte e levigate (dette chianchiarelle) disposte in cerchi concentrici. Notiamo che ogni trullo è sormontato da un pinnacolo di forma diversa: la nostra guida ci spiega che è puramente decorativo, ma rappresenta anche la firma del mastro trullaio che l’ha costruito.

Lasciamo Alberobello per dirigerci verso Locorotondo, dove saremo accolti dall’associazione G.Lan. Varcando la soglia del loro “laboratorio urbano”, rimaniamo subito colpiti dall’arredamento colorato e fantasioso: quando osserviamo più da vicino la scrivania in legno scopriamo che è composta dall’unione di vecchie porte e finestre. Solo allora notiamo l’appendiabiti fatto di vecchie bottiglie colorate, una lampada ricavata da una tanica in plastica, e il pezzo più insospettabile:  un lampadario coloratissimo realizzato partendo da una vecchia tapparella. “Abbiamo realizzato tutti i pezzi che vedete in questa stanza in un workshop di riuso creativo.” ci svelano i ragazzi di G.lan, divertiti dalle nostre facce sorprese. Grazie ad un bando regionale, l’associazione ha preso in gestione tre edifici in disuso nelle città di Alberobello, Noci e Locorotondo, rendendoli punti di aggregazione e spazi multiculturali: sale per esposizioni e workshop, una mediateca, uno studio di registrazione, un teatro, la sede di una web radio…

Quando chiediamo come è nato il progetto, i ragazzi ci ci spiegano che provengono da formazioni diverse, ma sono uniti dall’interesse comune verso il loro territorio: “Invece di lavorare gratis per altri, abbiamo deciso di farlo per noi stessi.” scherza uno di loro, mentre ci guida verso il tetto del laboratorio, dove salendo una scaletta si accede ad una vista panoramica di Locorotondo. Mentre ci arrampichiamo a turno per godere del panorama circostante, sfidando le vertigini, i ragazzi di G.lan ci raccontano i  progetti che stanno sviluppando sul territorio: si impegnano per promuovere il patrimonio artistico locale, attraverso indagini sullo stato dell’arte nella loro zona e progetti per la valorizzazione delle risorse culturali.

La loro attenzione è rivolta soprattutto ai giovani, spesso scoraggiati dalla mancanza di possibilità lavorative: “Il nostro obbiettivo è prima di tutto contagiare con il nostro entusiasmo i giovani locali, incoraggiarli a costruirsi un futuro dove sono nati, e non fuggire verso altre regioni, per questo abbiamo creato “Finanziami il tuo futuro”, una piattaforma di crowdfunding locale  in cui proporre nuove progettualità per il proprio territorio, o sostenerle attraverso donazioni.”

Dopo un pranzo a base di specialità del territorio, in cui gustiamo pane fritto e formaggi locali, ospiti di Taste&Go, continuiamo il nostro tour con una visita a Martina Franca, in cui nonostante i tempi stretti riusciamo a visitare il palazzo ducale e il bellissimo centro storico.

La nostra ultima tappa, Cisterino, ci riserva un’accoglienza calorosa. Siamo accolti dall’ufficio del turismo locale e dall’associazione Ideando: questa realtà promuove iniziative per l’integrazione sociale di cittadini immigrati e gestisce una banca del tempo, in cui si mettono a disposizione le proprie competenze specifiche per creare una rete locale di sostegno reciproco.

Hanno preparato per noi un aperitivo di benvenuto: nonostante il pranzo abbondante non possiamo che apprezzare le friselle artigianali, da gustare con pomodoro e olio d’oliva. Manca la specialità locale: la bombetta, spiedino di carne molto apprezzato dai turisti. “Noi però vogliamo che Cisternino non sia famosa solo per questo” ci spiega Elena, che rappresenta l’ufficio del turismo. E’ lei a guidarci alla scoperta del centro storico, che ci incanta con un dedalo di viuzze e case candide. Ogni quartiere reca un nome tratto dal dialetto del luogo, ogni via si apre su un cortile su cui si affacciano balconi fioriti e ristorantini tipici. Nella piazza principale i ristoratori sistemano i tavoli per la sera imminente, mentre gli abitanti locali escono dalle loro case dopo un pomeriggio di caldo torrido, passeggiando nella luce calda di fine giornata.

Lasciamo a malincuore il paese, avviandoci verso la nostra destinazione finale, mentre il tramonto rende il paesaggio intorno a noi ancora più suggestivo. Saremo ospitati dalla Masseria Il Frantoio: arriviamo a destinazione un po’ provati dalla giornata particolarmente intensa, piena di storie e paesaggi diversi. Il cortile illuminato scenograficamente è già pronto per ospitare la cena, che viene proposta ogni sera con portate sempre diverse.

Il nostro tavolo ci attende, con un segnaposto che reca “Movimento Lento” in un elegante corsivo. Ci guardiamo con gli occhi sgranati, ancora una volta stupefatti dalle sorprese che questo viaggio ci riserva: ogni giorno una nuova situazione da sperimentare, nuove esperienze in cui immergersi. Mentre gustiamo una pasta alle melanzane bianche, ci viene comunicato che dopo la cena verrà proiettato un film in giardino: Susanna trova le energie per cogliere anche questa opportunità, mentre noi siamo talmente stanchi che passiamo direttamente dal dolce alla tenda.

Il cortile illuminato della Masseria il Frantoio

Il cortile illuminato della Masseria il Frantoio

La mattina dopo Luciano, il responsabile del settore turismo della Masseria, ci incontra per raccontarci la sua storia. I proprietari Rosalba e Armando hanno rilevato la struttura, all’epoca priva di energia elettrica e riscaldamento, nel 1991. Dopo i necessari lavori di ristrutturazione hanno creato una delle prime strutture di accoglienza turistica ricavate da antiche Masserie. “La nostra filosofia è che debba essere il luogo stesso a parlare, raccontando la sua storia a chi lo visita. Per questo prima di cena guidiamo i nostri ospiti in una visita dell’azienda: vogliamo che colgano lo spirito del luogo in cui si trovano, in modo da godersi ancora di più la cena che stanno per consumare.” ci spiega Luciano. Il racconto continua con un’altra esperienza unica: il giro dell’azienda a bordo di un’auto d’epoca. Percorriamo gli estesi campi d’ulivi, l’agrumeto, la vigna, scopriamo dettagli e aneddoti sulla gestione dell’azienda agricola e sulle varietà di piante e ortaggi coltivati. Ritroviamo il profumo del rosolio che abbiamo assaggiato a cena in quello del finocchietto selvatico, che qui cresce libero un po’ ovunque.

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Per colazione ci aspettano dieci tipi diversi di biscotti della casa, che naturalmente assaggiamo tutti. Il pretesto ufficiale è che ci serve carburante per affrontare la salita verso Ostuni: oggi infatti non ci supporterà la pedalata assistita, solo le nostre fedeli biciclette. E le nostre gambe, che dopo quattro settimane di pedalate sono ormai discretamente allenate… i biscotti però li mangiamo comunque, perchè i cali di energia sono sempre dietro l’angolo.

Visita il sito di Alberobello cultura

Visita il sito di G.Lan

Visita il profilo facebook dell’associazione Ideando

Visita il sito della Masseria Il Frantoio

Il percorso tra Noci e Ostuni

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Una tappa splendida, che attraversa tutta la valle d’Itria, in cui il trullo è l’elemento dominante dell’architettura, e gli ulivi secolari caratterizzano il paesaggio. I continui saliscendi rendono la tappa piuttosto impegnativa.

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Route 2.776.085 – powered by www.bikemap.net