Il mondo è piccolo (23^ Tappa, da Manfredonia a Barletta)

La tappa che ci porta a Barletta inizia con una grande sorpresa. Procedendo verso Margherita di Savoia, notiamo un ragazzo camminare sul ciglio della strada. Ha un grande bastone, uno zaino da viandante, i capelli lunghi e un bel sorriso sul volto abbronzato. Bastano poche parole scambiate con noi perchè Alberto lo riconosca: si tratta di Ignacio, pellegrino italo-argentino che lui e Susanna avevano incontrato l’estate precedente a Muxia, alla fine di un lungo viaggio sul Cammino di Santiago. Da quel momento non ha mai smesso di viaggiare: ora è diretto a Gerusalemme, a cui intende arrivare passando per la Siria.

Ci accordiamo per pranzare insieme a Margherita di Savoia, ma Ignacio non porta con sè telefoni e contattarlo per incontrarci è impossibile. A malincuore decidiamo quindi di proseguire verso Barletta, dove incontreremo alcune realtà locali che si occupano di sostenibilità ambientale e sociale.

La nostra guida sarà Carmine: consigliere comunale e promotore di numerose iniziative di solidarietà sociale, sia a livello cittadino che regionale. Tra queste l’organizzazione di “Periferie in festa”; tre giorni di dibattiti, incontri, workshop e concerti che puntano a rilanciare i quartieri periferici di Barletta trasformandoli in luoghi di aggregazione e nuclei di diffusione culturale.

Carmine

Carmine

Carmine ci accompagna da Scartoff, ecobottega avviata 7 mesi fa grazie al finanziamento di  ”Principi Attivi”,  bando regionale che stimola la creatività giovanile a 360 gradi.

Scartoff recupera materiali di scarto provenienti da aziende o privati, dando loro nuova vita e creando oggetti di design, strumenti di uso quotidiano, bomboniere e gioielli al grido di “Ri-fatti, non parole”. “Ci piace molto l’idea di essere artigiani, per questo definiamo la nostra un’ecobottega.” ci spiega sorridendo Antonella, una delle tre persone impegnate nel progetto. “Per ora stiamo ricevendo un buon riscontro da parte del pubblico: crediamo molto nelle possibilità del riciclo creativo, quindi ci auguriamo che la nostra avventura possa procedere con successo sempre maggiore.” Noi contribuiamo a nostro modo comprando alcuni gioielli, tra cui l’ingegnoso utilizzo di due maglie della catena di una bicicletta con cui sono stati creati degli orecchini che evocano il simbolo dell’infinito.

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La nostra prossima tappa è il circolo Arci “Carlo Cafiero”, in centro Barletta. Rimaniamo affascinati dall’edificio storico che lo ospita, e dalla quantità di persone che lo animano. Sorseggiando una birra, facciamo una chiacchierata con il giornalista di un portale locale di informazione online, mentre nella stanza accanto alla nostra alcuni ragazzi partecipano ad un aperitivo in lingua inglese e altri chiacchierano al bancone del bar o appoggiati ai muri di pietra. Ci sembra uno spazio davvero attivo e partecipato, e Carmine ci conferma che le iniziative culturali organizzate in città sono in aumento. “Barletta sta cambiando, la cittadinanza è più attiva, sempre più giovani locali scelgono di tornare, dopo anni trascorsi lontani da casa. Decidono di investire sul loro futuro qui, perchè credono che i loro sforzi possano essere riconosciuti.” ci racconta, mentre ci accompagna verso il Castello Svevo.

Il circolo Cafiero

Il circolo Cafiero

Ormai è sceso il buio, e le vie del centro brulicano di persone. Tra tanti visi ne scorgiamo però uno familiare: è Ignacio, che ci saluta con grande entusiasmo, negando che si tratti di una semplice coincidenza “Niente succede per caso! Non potevamo incontrarci dopo un anno per poi salutarci sul ciglio di una strada. Lo sapevo che vi avrei rivisto!”. Lo portiamo con noi a Le Ture, circolo Arci gestito da amici di Carmine, a qualche kilometro da Barletta. Il tragitto è piuttosto avventuroso: ci inoltiramo in aperta campagna, affrontando strade sterrate alla luce dei fari della macchina di Carmine, che ci segue a passo d’uomo. il traguardo però merita un pò di scossoni: Silvano, il gestore di Le Ture, ci accoglie con una cena a base di parmigiana di melanzane, bruschette, e un’ottima pizza preparata con farina Manitoba, una varietà di grano tenero che non richiede lievitazione. Silvano accoglie con lo stesso calore anche Ignacio, che ci intrattiene nel corso della cena con i racconti delle sue avventure in giro per l’Europa.

La mattina dopo, dopo aver terminato un’intera torta di pesche per colazione, siamo finalmente pronti a chiacchierare con i nostri ospiti.

I gestori del circolo Le Ture

I gestori del circolo Le Ture

“Le Ture è una parola creata dallo scrittore Julio Cortazar, che indica un’unione di tutte le arti.” ci spiega SIlvano. Inizialmente il circolo era stato aperto per ospitare concerti, su un terreno che apparteneva ai genitori di Silvano, che dopo alcuni anni trascorsi a Bologna tornò a Barletta nel 2009. “Volevo ricreare un mondo che fosse quello di quando ero ragazzino. Volevo riunire tutte le fasce d’età, perchè il mio desiderio era anche quello di rapportarmi a ragazzi più piccoli, per capire le loro esigenze e contribuire alla loro formazione”. In seguito decise di avviare il circolo Arci, che ospita tutt’ora corsi di discipline per il benessere psicofisico, come il Tai Chi.

Da due anni hanno aperto anche un servizio di ristorazione, divenuto una componente fondamentale della loro attività. “Ormai la ristorazione è divenuta un’insieme di ritualità, ovvero l’acquisto di prodotti di cui non si sa niente. Tutti rincorrono il prezzo basso, che corrisponde necessariamente ad un decadimento nella qualità delle materie prime. Si predilige la quantità alla qualità. Noi invece preferiamo essere morigerati, concentriamo la nostra attenzione su ogni singolo processo della preparazione di un piatto, e soprattutto utilizziamo ingredienti che noi stessi coltiviamo. La gente inizialmente è scettica, ma quando scopre il vero sapore di una bruschetta rimane incantata.” ci racconta sorridendo.

Avviare l’attività non è stato facile, a causa di iter burocratici lunghi e complicati. E’ stata necessaria pazienza e tenacia, oltre che ricerche attive in prima persona sui permessi necessari all’apertura. Stanno però ottenendo un buon riscontro: “Produciamo vino e olio, utilizziamo per le nostre pizze farine di produttori locali. Il nostro obbiettivo è diffondere l’idea che qualità del prodotto e accessibilità economica possono coesistere. E’ molto grave che si supplisca alla carenza di potere d’acquisto nutrendosi di prodotti scadenti. Bisognerebbe invece arrabbiarsi perchè non si può accedere a ciò che di buono esiste sul territorio.” si infervora Silvano.

Ignacio

Ignacio

Ci saluta anche Ignacio, che si è svegliato su una tavola di legno con l’aria soddisfatta di chi ha appena dormito in un letto di soffici piume.  Ci ha regalato racconti mirabolanti e tanta positività: a noi chiede solo una frase scritta a mano, da portare con sè nel corso del suo viaggio. Qualcuno gli lascia una cartolina, altri un piccolo oggetto. Io scrivo sulla sua maglietta una frase di Cortazàr, lo stesso autore che ha ispirato il nome del luogo dove abbiamo condiviso un pezzetto dei nostri rispettivi viaggi. “Camminavamo senza cercarci, eppure sapendo che camminavamo per incontrarci.”

E chissà che le nostre strade non si incrocino di nuovo, da qualche parte nel mondo.

Ottavia Mapelli

Per saperne di più:

Pagina facebook Circolo Le Ture

Sito Scartoff

Circolo Cafiero

Il percorso da Manfredonia a Barletta

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Tappa facile, nella prima parte si pedala tra i campi del tavoliere, prima di raggiungere Zapponeta e imboccare la litoranea, che si abbandona a Margherita di Savoia per poi entrare a Barletta. Interessante la vista delle saline.

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