I Ricostruttori (22^ Tappa, da Torre Mileto a Manfredonia)

La tappa verso Manfredonia ci porta a ripercorrere le orme degli antichi pellegrini. Prima  di dirigerci verso la nostra meta, visitiamo Santa Maria Maggiore di Siponto, basilica le cui origini risalgono all’XI secolo. Ciò che ci affascina di più è la cripta sottostante la chiesa principale, e in particolare le incisioni e i graffiti lasciati da generazioni di viandanti. Sui muri di pietra si stratificano i contorni di mani di ogni epoca e dimensione, accanto a date, brevi parole, disegni abbozzati. E poi, le incisioni più impressionanti: le croci, testimonianza del passaggio dell’ordine dei Templari intorno al XIII secolo, e il nodo di Salomone, antico simbolo esoterico.

Un nodo di Salomone, simbolo Templare scolpito su un lato della chiesa di Santa Maria Maggiore

Un nodo di Salomone, simbolo Templare scolpito su un lato della chiesa di Santa Maria Maggiore

Da Santa Maria Maggiore proseguiamo verso la nostra meta: l’abbazia di San Leonardo di Siponto, dove incontreremo una comunità appartenente all’ordine religioso dei Ricostruttori nella Preghiera. Scorgiamo da lontano le due cupole della chiesa, e man mano che ci avviciniamo ne distinguiamo la struttura imponente, adiacente all’antico ospedale, dove alloggeremo. L’abbazia si erge maestosa a pochi metri dalle auto che sfrecciano sulla statale verso Foggia, è coperta da impalcature, sotto alle quali si riconosce la bellezza dell’edificio, e in particolare il meraviglioso portale sul lato settentrionale.

Il portale della chiesa di San Leonardo

Un particolare del portale della chiesa di San Leonardo

Veniamo accolti da due membri della comunità, che ci mostrano le stanze dove dormiremo. Stendiamo il sacco a pelo sul pavimento in legno, sotto una bifora che si affaccia sulle fronde di un albero.

Dopo esserci sistemati incontriamo Ciro, il sacerdote con cui abbiamo preso contatto per l’accoglienza. Con i suoi modi gentili e la barba folta, attributo legato alla tradizione monastica, trasmette una grande serenità. “Io sono di Ferrara, la città delle biciclette.” ci dice sorridendo, dopo essersi informato sul nostro viaggio. Ciro ci racconta che quella presso cui ci troviamo è un’abbazia Teutonica risalente al XII secolo. Un finanziamento Europeo ha permesso che venissero ripresi lavori di restauro dell’intero complesso, deteriorato dal tempo e dalla prolungata chiusura.

Ciro

Ciro

Ciro fa parte dei Ricostruttori nella Preghiera, movimento ecclesiale fondato negli anni 70 dal Gesuita Pier Luigi Cappelletti. Inviato in Oriente per studiare la pratica della meditazione, scoprì che questa usanza era già nota alla tradizione Cristiana. I padri fondatori del monachesimo la chiamavano Preghiera del Cuore, o Esicasmo, e la praticavano fin dal IV secolo. L’uso della meditazione nella tradizione Cristiana si era però affievolito nel corso anni, a differenza delle religioni Orientali. “La Meditazione è una forma di preghiera comune a tutte le religioni. Noi la pratichiamo attraverso la ripetizione di una giaculatoria, una frase tratta dal testo sacro che viene inserita nel respiro e ripetuta incessantemente.” La meditazione dura mezz’ora viene praticata quattro volte nel corso della giornata: la mattina, prima di pranzo, prima di cena, e prima di dormire. Chi si consacra all’ordine, votandosi a povertà, castità e obbedienza, si impegna anche alla pratica quotidiana dell’Esicasmo”.

Chiediamo a Ciro le origini del nome del movimento di cui fa parte. “La prima sede del nostro ordine si trovava in provincia di Novara, ed era un edificio molto deteriorato. Iniziando a ristrutturarla, la comunità si rese conto che il lavoro poteva essere un modo di crescere spiritualmente, ricostruendo un luogo fisico e insieme la propria vita interiore. Da allora tutte le sedi vennero ristrutturate, o addirittura costruite da zero, dalla comunità di Ricostruttori che le avrebbero abitate.”

In Italia i Ricostruttori “comunitari”, che decidono di consacrarsi all’ordine e vivere in comunità, sono circa un centinaio e si trovano soprattutto al nord. La comunità di cui Ciro fa parte è composta da tre uomini e due donne, e risiede da tre anni nell’antico Ospedale. E’ ben integrata all’interno della popolazione locale, e porta avanti attività culturali rivolte a chiunque desideri prenderne parte. “Organizziamo laboratori di arte, scultura, teatro. Ci stiamo anche preparando all’accoglienza dei pellegrini. Quando l’intero complesso sarà riconsegnato alla comunità il nostro desiderio è che diventi un centro spirituale dedicato alla ricerca di Dio, anche se inconsapevole. Ma le nostre attività sono dedicate a tutti, senza una necessaria implicazione religiosa”.

Concludiamo la nostra giornata di pellegrinaggio con una buona notte di sonno, che ci permette di alzarci ristorati e pronti per la nostra prossima tappa. Ciro ci saluta con calore, il sorriso gli illumina il viso.

Lasciamo l’Abbazia di San Leonardo ripromettendoci di tornare: sarebbe bello vederla in tutto il suo splendore, come appariva a chi giungendo stanco e affamato trovava ristoro dentro le sue mura di pietra.

Ottavia Mapelli

Visita il sito dei Ricostruttori

Il percorso tra Torre Mileto e Manfredonia

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Tappa lunga, non difficile ma piuttosto noiosa, per la monotonia del paesaggio. Si ravviva nel finale con la visita alla meravigliosa chiesa di Santa Maria Maggiore a Siponto, oltre al bellissimo complesso di San Leonardo, meta finale del percorso.

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Route 2.770.612 – powered by www.bikemap.net

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tappa lunga, non difficile ma piuttosto noiosa, per la monotonia del paesaggio e la completa assenza di luoghi d’interesse. L’unico centro abitato in cui ci si può rifocillare è Apricena. Si ravviva nel finale con la visita alla meravigliosa chiesa di Santa Maria Maggiore a Siponto, oltre al bellissimo complesso di San Leonardo, meta finale del percorso.

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