La fattoria di Vaira (20^ Tappa, da San Vito Chietino a Petacciato)

Le colline Molisane si colorano con le tinte calde del tramonto, mentre saliamo la dolce collina che ci porterà alla nostra prossima tappa. Il percorso fin qui è stato particolarmente piacevole: tra bagni fugaci, percorsi di trekking ciclistico a ridosso del mare e piste ciclabili sul lungomare percorse con il vento a favore ci siamo davvero goduti la giornata. Siamo diretti alla Fattoria di Vaira, realtà biodinamica con una storia del tutto particolare.

In bici sulla spiaggia

In bici sulla spiaggia

Ci accoglie Emanuela, che fin dal nostro primo contatto via mail si è dimostrata molto entusiasta all’idea di accoglierci. Esce dalla cucina con un grande sorriso e la stessa energia, dandoci il benvenuto e mostrandoci un ampio spazio verde dove piantare le nostre tende. Fugge subito in cucina: a cena ci saranno quaranta persone, e le cose da fare sono tante.

Emanuela

Emanuela

La incontriamo a cena, poche ore dopo. Il buffet di cui ci serviamo è completamente vegetariano, ed è composto da piatti creativi come polpette di cereali e patate speziate al forno.
Al nostro tavolo si siede anche Fabio, presidente del gruppo Ecor Naturasì.

La storia della fattoria in cui ci troviamo è infatti strettamente legata a quella di questa azienda, la cui origine risale al 1952, quando la vedova del precedente proprietario, il Cavalier Francesco di Vaira, decise di cedere la fattoria al Vescovo di Termoli-Larino, affinché perseguisse la missione di educare i giovani all’attività agricola. L’azienda subì però un progressivo declino, fino a quando nel 2006 si decise di affidarla ad un ente esterno, che ne rispettasse statuto e finalità originarie. Fu a questo punto che nella gestione subentrò l’Opera società agricola biodinamica Di Vaira, società all’interno della quale la fondazione Ecor Naturasì costituisce il maggior investitore.

La Fattoria di Vaira è legata a Naturasì tramite un sistema di filiera corta sui generis: ciò che viene prodotto qui è distribuito direttamente ai 125 punti vendita del marchio. L’azienda è costituita da 500 ettari di terreni coltivati: 5 ettari sono occupati dall’oliveto con annesso frantoio, 50 dalla vigna, 200 dalla coltivazione di cereali (farro, grano, legumi, ceci), e 100 da fieno e foraggi, destinati alle 250 vacche della fattoria, e 50 ettari sono dedicati all’orto.

Qui si producono meloni, pomodori, angurie e peperoni. In inverno si coltivano finocchi, cavolfiori e broccoli. La Fattoria fornisce inoltre semi bio per basilico, carote e cipolle ad un’azienda svizzera. La coltivazione segue i principi della biodinamica, tramite l’utilizzo di tecniche quali la rotazione delle colture e la somministrazione di preparati naturali in dosi omeopatiche, che nutrono il terreno e ne mantengono la fertilità.
L’accoglienza turistica è stata fin da subito uno degli scopi principali dell’azienda “il nostro obbiettivo non è fare turismo, ma far percepire la realtà della vita in campagna. Non a caso i nostri ospiti sono spesso negozianti o consumatori di biologico che vogliono conoscere i meccanismi di produzione. Li portiamo a vedere la stalla, ad assistere a semine e raccolti, in modo che capiscano cosa significa gestire un’azienda agricola secondo i principi della biodinamica. Il nostro scopo è produrre cose buone, ma soprattutto di educare e diffondere la cultura del biologico.”

Tra le attività della fattoria sono comprese gite didattiche per scolaresche, che in virtù dell’estensione dell’azienda possono conoscere in un’unica visita le dinamiche di produzione di vino, olio, latte e ortaggi. Sono inoltre organizzati eventi e giornate tematiche come “Seminiamo il Futuro”, in cui si riscopre il gesto antico della semina a mano, corsi su permacultura e biodinamicità, conferenze e passeggiate collettive.

Emanuela ci raggiunge alla fine della cena. Ha l’aria un pò stanca, ma non smette di sorridere. “Qui c’è sempre moltissimo da fare” ci conferma “ma mi sono innamorata di questo posto, e faccio tutto con piacere. Prima avevo solo un piccolo negozio di prodotti biologici, ora lavoro in un’azienda che li produce per più di cento punti vendita.” La fattoria di Vaira è un turbine di attività, ma Fabio ed Emanuela girano tra i tavoli, parlano con ogni ospite, si assicurano che tutti siano soddisfatti.

Anche la mattina dopo Emanuela si siede un pò con noi, salutandoci con calore dopo la colazione. Lasciamo la fattoria con la soddisfazione di aver visitato una realtà biodinamica che, come recita il sito dell’azienda “è un vero e proprio organismo vivente a ciclo chiuso, inserito nel più grande organismo vivente cosmico, le cui influenze sono favorite da metodi pratici applicati con passione e coscienza”.

Ottavia Mapelli

Visita il sito della Fattoria di Vaira

Il percorso da San Vito Chietino a Petacciato

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Una tappa piacevole, a tratti molto panoramica, e tutto sommato facile. L’ultima salita verso Petacciato è la maggiore difficoltà della giornata.

Route 2.770.569 – powered by www.bikemap.net

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