Zona 22: elettricità sociale (19^ Tappa, da Cepagatti a San Vito Chietino)

Il nostro arrivo a San Vito Chietino è accompagnato da minacciose nuvole grigie, che ci spingono ad accellerare per raggiungere la nostra meta: un edificio color mattone, a ridosso del mare. Sara, una ragazza minuta e gentile, ci mostra dove possiamo piantare le nostre tende. Il suo bambino Libero ci guarda incuriosito, nella sua magliettina arancio acceso che recita uno slogan contro le trivellazioni petrolifere. Ci offrono subito una birra, che sorseggiamo ammirando i graffiti che ricoprono i muri intorno a noi. Siamo arrivati a Zona 22.

Zona 22 era una sottostazione elettrica delle FS, abbandonata nel 2005 in seguito alla soppressione della linea ferroviaria che seguiva la costa dei Trabocchi. Per sette anni il luogo rimase in uno stato di degrado, tanto che la cittadinanza finì per dimenticarsi della sua esistenza. Alcuni giovani della zona chiedevano da anni al Comune uno spazio dove svolgere attività sociali, e di fronte all’assenza di risposte da parte delle istituzioni, decisero di occupare uno spazio pubblico inutilizzato.

L'arrivo a Zona22

L’arrivo a Zona22

Da Dicembre 2011 avviarono la riqualificazione degli spazi, agendo in modo autonomo e autofinanziato. “L’obbiettivo era creare un luogo aperto alla cittadinanza che mirasse alla tutela del territorio, al rispetto e alla valorizzazione delle differenze, e al libero accesso a sport e cultura” ci spiega Fabiano, recentemente tornato a San Vito Chietino dopo 9 anni passati a Roma.

Zona 22 è innanzitutto un centro sociale. Qui sono organizzati corsi di autoproduzione e lingue straniere, laboratori creativi per bambini e ragazzi, tornei sportivi. I ragazzi autoproducono una rivista locale, La Strada, e gestiscono un orto biologico. La sottostazione è sede della polisportiva Arrembaggio, nata prima di Zona 22 dallo stesso gruppo di fondatori, che sta realizzando il progetto di una palestra popolare e dei campetti polifunzionali. In uno degli stabili adiacenti alla sottostazione è inoltre nato un ostello, che per il momento dispone di due stanze doppie e una cucina ad uso comunitario. Non si tratta però di una struttura rivolta ai turisti: l’ostello accoglie solo chi partecipa alle attività del centro sociale, in cambio di ospitalità.

Questo spazio è il cuore pulsante del fermento politico e sociale che attraversa San Vito Chietino e le zone circostanti. Qui sono nate concrete azioni di denuncia per dire Stop al Biocidio, ovvero alle disastrose conseguenze dovute all’esposizione prolungata a sostanze nocive. In particolare, la protesta si è concentrata su Ombrina mare 2, la nuova piattaforma petrolifera in costruzione al largo di San Vito. Le manifestazioni locali sono sfociate in un grande corteo di protesta a Pescara, al quale hanno partecipato 40.000 persone.

“Quando la gente percepisce che il suo territorio è in pericolo si accende, per questo molte battaglie sono state vinte. Magari esitano prima di buttarsi nella mischia, ma una volta che hanno compreso il problema si battono veramente. Per questo è molto importante stimolare la loro consapevolezza, diffondere l’informazione, e soprattutto facilitare la coesione sociale”, spiega Fabiano. Altre dinamiche dannose contrastate da Stop-Biocidio riguardano la cementificazione, lo scarico di metalli pesanti nel fiume Pescara, la gestione delle acque territoriali. Fabiano ci parla inoltre di un problema molto sentito dalla comunità di San Vito: il progressivo deterioramento dei Trabocchi, le antiche macchine da pesca in legno che danno il nome alla costa in cui ci troviamo. “Il trabocco del Turchino, simbolo della costa teatina, è crollato a fine luglio. Ne ha parlato persino D’Annunzio in un suo romanzo, ma questo non ha impedito che venisse abbandonato al suo destino. Ci siamo battuti per anni per una sua ristutturazione, ma i nostri appelli sono stati ignorati e questo è il risultato.”

Uno dei trabocchi che popolano la costa

Uno dei trabocchi che popolano la costa

Dopo la chiacchierata con Fabiano, assistiamo alla presentazione di un libro di poesia, seguito da una ricca aperi-cena vegetariana. Le ragazze, assonate ma non troppo, ballano al ritmo della musica di un concerto rap. La mattina dopo però si ripartirà presto, quindi lo svago è di breve durata. Fabiano ci accompagna alle nostre tende, raccontandoci che i concerti a Zona 22 riscuotono un grande successo. “Tutti gli artisti locali si sono espressi qui. A San Vito ci sono molti più giovani da quando c’è Zona 22. È un posto accessibile economicamente dove venire a rilassarsi. Anche il quartiere ci guarda con benevolenza, tutti i bambini del vicinato hanno festeggiato qui i loro compleanni.” È molto orgoglioso di ciò che stanno portando avanti: “non ci sentiamo diversi dai centri sociali delle grandi città, né meno utili. Sono convinto che le ribellioni in provincia servano a cambiare il mondo. Il cambiamento si origina dalle persone, tanto a Roma quanto a San Vito”.

Ottavia Mapelli

Visita il sito di Zona22

Il percorso da Cepagatti a San Vito Chietino

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Una tappa facile, in cui si raggiunge rapidamente il mare. Molto bello il centro storico di Ortona, con il bel castello Svevo da cui si gode un panorama splendido sul mare.