Coltivando canapa cambieremo l’Italia (17^ e 18^ Tappa, dall’Aquila a Cepagatti)

Dall’Aquila scendiamo verso la piana di Navelli. I danni del terremoto si fanno progressivamente meno visibili, il territorio più verde. Passiamo accanto a filari di alberi piegati dal vento e campi di zafferano, ripercorrendo per alcuni tratti il Tratturo, e sostiamo in un ostello nei pressi di Navelli, un villaggio molto bello adagiato sul fianco della montagna.

Navelli

Navelli

L’Ostello sul Tratturo è stato ricavato dal convento quattrocentesco di Sant’Antonio da Padova, a Civitarenga, frazione di Navelli. Prende il nome dal Regio Tratturo, il cammino della transumanza che passava di qui, ed è stato aperto due anni fa per offrire una possibilità di impiego ai ragazzi del paese. Qui ascoltiamo un coro locale provare nel chiostro del convento, e degustiamo alcuni cibi tipici della zona, come lo zafferano e i ceci.  

Proseguendo con il nostro percorso, a Capestrano abbiamo un appuntamento per la colazione con Nicoletta e Marco. Lei fotografa, lui consulente per aziende in fase di startup, anni fa hanno acquistato per quattro soldi una piccola casa in questo borgo abruzzese, ricercando un luogo tranquillo in cui passare il tempo libero. Ci raccontano della loro esperienza di wwoofer, documentata nel loro blog Decresco&Cresco, e ci guidano per tutta la mattina alla scoperta della meravigliosa valle del Tirino.

Marco e Nicoletta

Marco e Nicoletta

Marco è anche il nome del nostro ospite di stasera, che abita nella campagna di Cepagatti, alle porte di Chieti. Lo abbiamo contattato tramite Alessia, la ragazza che ci ha fatto da guida all’Aquila. Marco ci raggiunge in bicicletta “per solidarietà verso il gruppo”, e ci guida verso casa sua.

Questo ragazzo è un vulcano di idee: la sua principale occupazione consiste nel coltivare canapa, e soprattutto divulgarne l’utiizzo. “La canapa non richiede concime, è un bioaccumulatore di tossine, non rovina il terreno ed è un anti-infestante naturale. Si può utilizzare in bioedilizia, ha svariati usi industriali, e dal punto di vista alimentare è molto nutriente. Bisogna far conoscere questa risorsa alle istituzioni, che devono essere il filtro legale all’educazione sul suo utilizzo. Credo che nel futuro la canapa possa davvero sostituire il petrolio.”  ci spiega, mostrandoci alcuni mattoni in canapa che lui stesso ha prodotto. Ci accoglie con una merenda che comprende tra l’altro pane e biscotti che contengono anche farina di canapa: possiamo così apprezzarne il gusto, simile a quello della farina integrale.

Marco posa di fronte al suo campo di Canapa

Marco posa di fronte al suo campo di Canapa

Mentre mangiamo, chiediamo a Marco di raccontarci qualcosa sulla sua formazione. “Nasco come geologo, sono da sempre votato alla protezione di ambiente e territorio. Per la mia tesi di laurea mi sono occupato dell’inquinamento del fiume Pescara, percorrendolo in canoa e tracciando l’intero percorso con il GPS. In questo modo ho fornito alle istituzioni le coordinate di ogni punto in cui riscontravo fenomeni di inquinamento o abusivismo”. Da questa esperienza sono nati i video “La valle dei veleni” e “Idrodinamiche Abruzzesi”, che documentano il suo lavoro di ricerca e censimento degli scarichi di metalli pesanti nelle acque fluviali.

Grazie alle sue azioni di denuncia Marco è diventato un punto di riferimento per i comuni locali, che spesso si rivolgono a lui per discutere di criticità ambientali all’interno del loro territorio. Ha avviato progetti di educazione ambientale rivolti ai bambini delle elementari, e contribuito alla creazione di un parco fluviale che costeggia il torrente Nora, affluente del Pescara. Grazie alla valorizzazione di siti archeologici locali ed esposizioni di land art, il parco fluviale sta diventando luogo di frequentazione e ritrovo.

Un’altra sua creazone è la “Fiera della domenica”, organizzata a periodicamente in luoghi diversi dell’Abruzzo.  Si tratta di una giornata di scambio e condivisione, che prevede momenti di baratto tra artigiani e agricoltori locali, convegni, dibattiti su temi legati a sostenibilità e innovazione. “La gente aspetta sempre un evento esterno che cambi le cose, ma io credo che sia la somma di tutte le nostre azioni a creare un risultato concreto. Io cerco solo di dare il mio contributo ad un futuro che credo possibile”. Prima di cena, Marco ci accompagna a vedere il suo campo di canapa: per arrivarci attraversiamo un giardino selvatico, pieno di piante e fiori di ogni genere. Camminiamo incantati tra meli cotogni, grandi fiori gialli, piante sconosciute nate da semi regalati da amici, e un piccolo specchio d’acqua che Marco chiama “ranaio”, in cui galleggiano placidi alghe e girini. Tornati a casa, ceniamo insieme. Marco ovviamente sa anche cucinare. Quando gli chiediamo come si definirebbe, ci pensa un pò e poi sorride. “Direi un geologo contadino. Anzi no, scrivi questo: un entusiasta. Si, direi proprio che sono un entusiasta.”

Ottavia Mapelli

Visita il sito dell’Ostello sul Tratturo

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Visita il blog Decresco&Cresco

Il percorso dall’Aquila a Navelli

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Una tappa facile, che si svolge quasi completamente nell’altipiano a sud dell’Aquila, il regno dello Zafferano, “Oro Rosso” della zona.

Route 2.766.230 – powered by www.bikemap.net

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Il percorso da Navelli a Cepagatti

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Una tappa semplice e bellissima nella prima parte, che da Navelli scende nella valle dell’Itri, lungo una strada panoramica meravigliosa, in cui si può ammirare il paesaggio della Maiella e del borgo di Roccacalascio, abbarbicato su un cocuzzolo dall’altra parte della valle. La seconda parte segue il fondo valle del Tirino e poi del Pescara, lungo la statale Tiburtina.

Route 2.766.236 – powered by www.bikemap.net

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