La ricostruzione dell’Aquila

Alessia viene a prenderci a Case Matte. Abbiamo in programma la visita “guidata” del centro storico, un’attività che Alessia svolge normalmente nell’ambito del suo lavoro di guida turistica, svolto soprattutto per Viaggi e Miraggi. Le chiediamo maggiori informazioni sulla cooperativa, che rappresenta uno dei principali punti di riferimento per il turismo responsabile in Italia. “Fino a qualche anno fa il nostro lavoro era orientato soprattutto a organizzare viaggi responsabili nel sud del mondo. Negli ultimi anni abbiamo creato anche una rete nazionale, in collaborazione con associazioni e realtà locali, che sviluppano il concetto di turismo responsabile anche in Italia.”

Abbiamo l’opportunità di sperimentare sul campo l’importanza di questo tipo di competenza: Alessia ha vissuto il terremoto sulla propria pelle, poiché si trovava all’Aquila il 6 aprile 2009. Per fortuna ne è uscita indenne, ma con la casa distrutta: solo 15 giorni dopo il sisma è riuscita a rientrare a casa con i vigili del fuoco, che in pochi minuti hanno riempito sacchi neri dell’immondizia con i suoi vestiti e le sue cose. Ci racconta la sua esperienza mentre guida verso Onna, un paesino raso al suolo dal sisma, in cui sono morte 41 persone. Le ferite del terremoto sono ancora evidenti, accanto al centro storico distrutto è sorto un villaggio di MAP (Moduli Abitativi Provvisori) donato dalla Provincia di Trento, che ospita le famiglie superstiti che hanno deciso di non abbandonare il loro paese.

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Il tema delle sistemazioni provvisorie per gli sfollati del terremoto è molto delicato e controverso. Ce ne rendiamo conto visitando uno dei quartieri satellite costruiti a tempo di record nel 2009. A prima vista sono delle zone residenziali del tutto simili a quelle che siamo abituati a vedere nelle provincie del nord Italia. Quartieri dignitosi, puliti, ordinati. Non traspare il dramma di una popolazione costretta a lasciare le proprie case per spostarsi in una situazione non si sa fino a che punto provvisoria, in case assegnate senza un criterio geografico, lontano dai compaesani e dagli amici, con l’esigenza di ricostruire da zero rapporti di vicinato. Case civili ma senza storia, senz’anima, lontane dal centro storico dell’Aquila, al quale sono unite da una linea d’autobus che passa poche volte al giorno e rende problematici gli spostamenti soprattutto degli anziani. E nonostante i disagi quotidiani si ritengono fortunati, perché altre popolazioni “terremotate” (Irpinia, Belice) sono rimaste nelle baracche e nelle roulotte per anni, sognando una casa qualunque.

Temi complessi, come è complessa tutta la realtà dell’Aquila. Solo venendo qui, parlando con le persone, camminando per l’immenso centro storico, osservando l’entità dei danni e la struttura urbanistica del centro, ci si può rendere conto della difficoltà della ricostruzione. Certo, ci sono stati scandali e malafede, incompetenza e dolo, ma la ricostruzione dopo un terremoto che colpisce un centro storico di queste dimensioni, in cui 60.000-70.000 persone vengono sfollate, sarebbe stato un problema difficile da risolvere anche per un Paese ben più organizzato del nostro.

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Dopo averci guidato nella visita ai dintorni della città, Alessia ci porta nel centro storico. Qui ci mostra un altro simbolo della città: la fontana delle 99 cannelle, restaurata dal FAI e restituita alla città nel 2010.

2014-08-13-Aquila-035Proseguiamo con un breve giro del centro. Alessia ci racconta di come prima del 2009 L’Aquila fosse una città molto vivace, ricordando giornate trascorse in negozi e bar ora chiusi da saracinesche. I monumenti principali, come la Chiesa di San Bernardino, sono ancora coperti dalla transenne, ma attraverso le sue parole riusciamo a rievocarne la bellezza. Ci confessa che il ricordo della sua vita prima del sisma inizia a sfumare: guidare i turisti attraverso le vie del centro, ripercorrendone la storia, la aiuta a mantenere vive quelle immagini nella memoria. “Io credo in questa città, e so che tornerà a vivere. Se non fossi così fiduciosa, me ne sarei andata molto tempo fa.”

Terminata la visita, torniamo con lei a Case Matte. Ci aspetta una cena comunitaria, a base di grigliata di carne (qui chiamata “arrostata”) e pasta alla mozzarella.

2014-08-13-Aquila-082Conosciamo altre persone che stanno contribuendo alla rinascita culturale e fisica dell’Aquila: tra queste Nello Avellani, il fidanzato di Alessia. Nello è direttore responsabile di News Town, portale di informazione online nato nel 2013. L’obbiettivo di News Town è fornire un’informazione il più possibile libera e approfondita sulla città, attraverso inchieste sulle problematiche legate alla ricostruzione e servizi di politica e cronaca, anche se non mancano rubriche più leggere, legate a cultura e spettacoli. Dopo la cena, la serata si conclude con un concerto accanto al Forte Spagnolo. Le sedie davanti al palco sono tutte occupate, e anche il prato è pieno di persone sedute a godersi lo spettacolo. L’Aquila ci saluta con una serata di musica e condivisione, in un parco che ci nasconde transenne e macerie, come se volesse dimostrarci che la sua rinascita è già iniziata.

Ottavia Mapelli

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