Terra e Vita (13^ Tappa, da Senigallia a Chiarino)

La cascina si trova in fondo ad una strada fiancheggiata da serre e orti, dove alcuni ragazzi stanno raccogliendo la verdura. Nel cortile incontriamo la signora Maria, intenta a sistemare le casse di zucchine appena arrivate dall’orto. Molte delle persone che abbiamo incontrato nelle Marche ci hanno parlato di lei con entusiasmo e affetto, ed è facile comprendere perchè sia tanto benvoluta.
2014-08-09-Senigallia-Chiarino-069“Benvenuti a Terra e Vita”, ci dice accogliendoci con calore, mentre ci offre frutta e succo fresco di pera. Dormiremo nell’aula corsi della cooperativa che gestisce la struttura, in compagnia di una tartaruga e di un pappagallo parlante. I muri sono decorati con disegni dei bambini che hanno partecipato alle esperienze didattiche. Notiamo alcuni manifesti di eventi organizzati da Terra e Vita, come spettacoli teatrali e mostre fotografiche. Il cortile si sta intanto popolando di persone invitate insieme a noi alla cena di questa sera.

Spartaco, il marito di Maria, sta arrostendo carne alla griglia per tutti. La più impegnata sembra però Silvia, una ragazza Down: apparecchia la tavola, accompagna alcuni visitatori in giro per la cascina, allestisce la sala ristorante per una festa che si terrà qui domani.

Maria si siede accanto a noi, e ci racconta la storia della cooperativa. ”Abbiamo creato questa realtà per nostra figlia”, ci racconta. Scopriamo così che Silvia, 43 anni, è figlia sua e di Spartaco, e collabora alla gestione del ristorante. “Abbiamo aperto l’azienda agricola trent’anni fa, nel 1985. Non sapevamo niente sull’agricoltura: io lavoravo nell’elettronica, mio marito era metalmeccanico. Ma Silvia voleva fare la contadina, e così abbiamo deciso di abbandonare le nostre attività per avviare un nuovo progetto insieme a lei”.

Maria faceva parte di un’associazione di genitori di ragazzi disabili, ma la sua volontà di impegnarsi attivamente per migliorare il futuro di sua figlia e degli altri ragazzi la portò a creare una cooperativa sociale. L’obbiettivo era quello di fornire ai ragazzi disabili esperienza in ambito lavorativo, con la concreta possibilità di essere poi inseriti in aziende tradizionali. Grazie al sostegno di una nutrita comunità di volontari, tra cui medici e professori, la cooperativa iniziò il suo percorso.

Silvia arriva per annunciarci che la cena è pronta: in un’atmosfera leggera e allegra ceniamo con la famiglia di Maria ed altre famiglie, che dormono in alcune delle sei camere dell’agriturismo. 2014-08-09-Senigallia-Chiarino-075Qui non esiste separazione tra la vita degli ospiti e quella dei ragazzi che lavorano nell’azienda agricola: uno degli obbiettivi di Terra e Vita è incoraggiare un rapporto di scambio e interazione con i disabili. Maria ci racconta che per alcuni turisti è stato difficile adattarsi ad alcune caratteristiche delle stanze, tutte accessibili alle sedie a rotelle, ma generalmente le reazioni sono positive.

Nel corso della cena Spartaco ci racconta con evidente orgoglio quanto Silvia sia responsabile e giudiziosa: gestisce il negozio di alimenti e prodotti biologici, segue i conti del ristorante, aiuta nella formazione dei nuovi arrivati. Una delle sue passioni è il collezionismo, attraverso il quale ha imparato molte nozioni di storia e geografia. Con noi Silvia è premurosa e curiosa, ci fa domande e vuole vedere foto del nostro viaggio Dopo un caffè d’orzo e una frittella fatta in casa ci annuncia che va a letto: “domani qui c’è un pranzo con sessanta persone, poi chi si sveglia domani a preparare?”

La mattina dopo infatti troviamo tutto lo staff al lavoro. A colazione incontriamo Ilaria, la ragazza che da anni collabora con Maria nella gestione logistica della cooperativa. Lei e Maria ci raccontano di come Terra e Vita sia ormai un punto di riferimento per le molte cooperative sociali progressivamente nate in tutto il territorio Marchigiano. Terra e Vita si occupa di numerose attività: oltre all’inserimento lavorativo di disabili e l’accoglienza turistica viene gestita una fattoria didattica, ospitate colonie estive e corsi di inglese, mostre fotografiche e conferenze. Hanno inoltre sviluppato convenzioni con le facoltà di psicologia, agraria e biologia dell’università di Urbino. Gli studenti scrivono tesi e frequentano stage presso la cooperativa, ma soprattutto si formano e scoprono un mondo che non conoscono. “Per noi è importante che si capisca che questi ragazzi hanno potenzialità enormi. E’ una gioia vederli correre, giocare, e soprattutto lavorare con impegno e soddisfazione. Nei primi dieci anni dalla legge Basaglia c’è stato il boom dell’inserimento scolastico, ma oggi siamo tornati alle classi diversificate. Un ragazzo disabile è seguito fino a 18 anni da un insegnante di sostegno, poi abbandonato a sè stesso. In questo modo si incoraggia la ghettizzazione, invece si dovrebbe offrire a questi ragazzi la possibilità di integrarsi ai loro coetanei.”

L’impegno richiesto per tutte queste attività è però notevole, e la stanchezza si fa sentire. “A volte ci sentiamo abbandonati, abbiamo amici e sostenitori, ma le istituzioni non ci aiutano come potrebbero.” Maria ci saluta mentre affetta le verdure in cucina. Si illumina guardando Silvia, che indossa già la divisa da cameriera ed è impegnata nella preparazione del pranzo, e si ferma solo per una foto con noi, e un abbraccio pieno di affetto sincero. 

Ilaria, Suilvia, Spartaco e Maria

Ilaria, Silvia, Spartaco e Maria

Promettiamo che torneremo, ma soprattutto che diffonderemo il loro messaggio e i loro principi: è questo ciò che Maria considera davvero importante” noi vogliamo che si parli il più possibile di quello che questi ragazzi sono capaci di fare, che la gente racconti la sua esperienza qui da noi e la trasformi in qualcos’altro di nuovo e positivo. Noi facciamo quello che possiamo, ma non è mai abbastanza. Terra e Vita pianta un piccolo seme in chiunque ci conosca. Parlare di quello in cui crediamo lo fa germogliare, dovunque si trovi.”

Ottavia Mapelli

Visita il sito dell’Agriturismo Terra e Vita
Il percorso da Senigallia a Chiarino

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Una tappa bellissima, resa impegnativa ma interessante dalla traversata del Conero. Il tratto da Falconara ad Ancona è particolarmente trafficato e bisogna prestare molta attenzione, il centro di Ancona merita una visita prima di iniziare il lungo saliscendi che porta fino a Sirolo. Il tratto successivo è facile, quasi completamente in riva al mare. Il percorso segnato nella traccia nell’ultima parte è sbagliato: conviene arrivare a Porto Recanati e da qui piegare all’interno sul percorso pianeggiante segnato nella tappa successiva.

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