Pedalando sulla macchina del tempo (12^ Tappa, dalla Gola del Furlo a Senigallia)

Non capita tutti i giorni di vedere un soldato americano della seconda guerra mondiale ballare il boogie woogie stretto ad una pin-up. Tantomeno sedersi su un prato al’inglese e perdersi nel mare verde delle colline Marchigiane, in cui per Leopardi era tanto dolce navigare. Non è nemmeno così facile incontrare un gruppo di universitari che lavorano insieme per riportare alla luce un antico tempio Romano. Eppure a noi tutto questo è capitato in un’unica giornata, viaggiando verso Senigallia.

Tutto inizia quando, nel percorso in bici attraverso la zona di Fossombrone, notiamo un gruppo di ragazzi lavorare in un’area recintata con vanghe e macchine fotografiche. Massimo, il responsabile dei lavori, ci spiega che si tratta di un gruppo di universitari italiani e stranieri provenienti da facoltà di stampo umanistico. Stanno lavorando per riportare alla luce parte dell’antica area Romana di Forum Sempronii. Si tratta in particolare di un tempio attiguo al Foro, risalente grossomodo al I secolo d.c. Non ci è possibile fare foto, ma basta attraversare la strada per visitare una zona precedentemente restaurata, ricca di mosaici e pavimentazioni Romane ben mantenute.

Arrivati a Senigallia, veniamo proiettati in un’atmosfera vintage. In città imperversa infatti il Summer Jamboree, festival di musica internazionale incentrato sulla cultura Americana degli anni ’40 e ’50. Sulle strade sfrecciano Cadillac e Chevrolet, molti bagnanti sfoggiano pettinature rockabilly e bikini a vita alta. Visitando il centro della città, scopriamo che intorno alla Rocca Roveresca si è sviluppata una spirale di chioschi e bancarelle.

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Un’area ai piedi della Rocca è dedicata a corsi di ballo gratuiti, e sul palco eretto nel vicino Foro Annonario si succedono concerti rock n’roll ed esibizioni Burlesque, davanti ad un pubblico appassionato proveniente da ogni parte del mondo. Noi sbirciamo nella roulotte di un tatuatore, assaggiamo una vera Pecan Pie, ci divertiamo a immaginarci con bretelle e gonne a pois. Lasciamo il centro con la sensazione di essere stati proiettati fuori da un varco temporale, e abbandoniamo Indian e Harley Davidson per tornare alle nostre care, moderne biciclette.

Il Bed and Breakfast che ci ospiterà si trova a Scapezzano, frazione di Senigallia immersa in un paesaggio suggestivo. Pedaliamo tra campi di girasole e castelli, fino ad arrivare ad un cancello decorato dalla bandiera della pace. Ci viene incontro Sergio, il proprietario del B&B Raggio di Luna. Con lui c’è Eleonora, che abita qui ormai da un anno e mezzo ed è considerata di famiglia. È stata lei a segnalarci Il Raggio di Luna come possibile tappa per il nostro viaggio. Ci indicano un prato all’inglese su cui piazzare le nostre tende, con una vista a perdita d’occhio sulle colline coltivate a vigneto. Mentre ci prepariamo per la cena, abbiamo modo di osservare Sergio alle prese con vari lavori intorno al bed and breakfast: traffica nell’officina piena di attrezzi, lavora all’orto, e trova persino il tempo di offrirci una coperta per rendere più comodo il nostro giaciglio notturno. Conosciamo presto anche sua moglie Anna. Ci annuncia che ceneremo con altre persone, cari amici che vogliono conoscerci.

Il tavolo è apparecchiato all’aperto, accanto ad un buffet ricco di torte salate e verdure. Con noi ci sono la guida naturalistica Niki, Eleonora, e la famiglia di Vito e Rosy, ospiti fissi e grandi amici dei padroni di casa. A completare il gruppo Agnese, Daniele e l’ottima cuoca Alice, i figli di Anna e Sergio. Anna ci racconta la storia della sua famiglia: lei e Sergio si sono conosciuti in Burundi, dove lavoravano come volontari presso un centro di formazione lavorativa per i giovani locali. Tornati in Italia, si innamorarono della vecchia casa di Scapezzano e si trasferirono qui nel 1994.

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Sergio si è subito impegnato nei lavori di ristrutturazione del tetto, delle sottofondazioni e degli spazi in cui sarebbero vissuti. Nel limite del possibile hanno cercato di ristrutturare la casa, utilizzando materiali a basso impatto ambientale, per quanto 20 anni fa reperirli a prezzi ragionevoli non fosse molto semplice. Inizialmente Sergio aveva addirittura costruito con le sue mani dei pannelli solari per l’acqua calda, rustici ma funzionanti, con una caldaia e dei pannelli di plexiglass. Nel 2008 hanno poi realizzato un impianto di pannelli fotovoltaici per l’energia elettrica e uno di pannelli solari. La loro casa è riscaldata con la legna che Sergio si procura in estate nei fossi intorno al bed and breakfast, in modo da non doverne acquistare: la utilizzano per la stufa a legna e per il camino, che scalda anche i termosifoni. Sergio coltiva inoltre un orto sinergico e 25 ulivi, con cui produce olio a km zero.

Hanno aperto una stanza matrimoniale ed un piccolo appartamento all’accoglienza turistica nel 2007: applicano i principi di sostenibilità e rispetto ambientale anche alla gestione del loro bed and breakfast, utilizzando detergenti ecologici per pulizie e lavatrice e proponendo ai propri ospiti acqua del rubinetto opportunamente trattata e prodotti a km zero per colazione. Stanno inoltre portando avanti una serie di iniziative volte alla promozione del territorio intorno a Senigallia. Collaborano con lo studio Naturalistico Diatomea, con il quale organizzano passeggiate per ascoltare il canto degli uccelli o conoscere diverse specie di piante, abbinate a cene con degustazioni di prodotti biologici locali. Le serate si concludono con l’osservazione delle stelle sotto la guida di esperti astrofili, concerti, o animazione con danze Irlandesi.

Un’altra idea riguarda la creazione di una rete di strutture ricettive nella zona di Scapezzano. L’obbiettivo è quello di creare pacchetti turistici di più notti alla scoperta dell’entroterra di Senigallia, tra passeggiate naturalistiche e visite guidate ai borghi medioevali di cui la zona è ricca.

Chiacchieriamo fino a tarda notte, sotto la luna a cui Anna si è ispirata per il nome di questo luogo magico.

Ottavia Mapelli

Visita il sito del B&B Raggio di Luna

La tappa dalla Gola del Furlo a Senigallia

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Una tappa facile facile, quasi completamente pianeggiante, in cui l’unico problema è il traffico automobilistico sulla Flaminia verso Fano. Da qui si alternano tratto sulle ciclabili del lungomare a tratti sulla statale adriatica.

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