La Casa degli Artisti (11^ Tappa, da Piobbico alla Gola del Furlo)

Una ninfa si allunga verso l’acqua, il corpo longilineo piegato nell’atto di tuffarsi, sospesa ad un’altezza di 56 metri dalla superficie del fiume. Le sue braccia sono protese nella caduta, ma non fenderanno mai l’acqua. La donna si limita a dondolare dolcemente nel vento. Lo scultore Antonio Sorace sta ritoccando con cura il traliccio curvo che la sostiene, tingendo d’oro i nodi di giunzione della struttura.

La tuffatrice

Il tuffo

Siamo sulla diga del Furlo, in compagnia di Antonio e della sua compagna Andreina De Tomassi, i nostri ospiti alla Casa degli Artisti di Sant’Anna del Furlo.

Il percorso d’avvicinamento alla nostra decima tappa è stato davvero suggestivo: abbiamo attraversato la Gola del Furlo, scavata nei secoli dal fiume Candigliano tra i monti Pietralata e Paganuccio. Uno spettacolo naturale, al quale si è affiancato quello artificiale della Via Flaminia, e nel 76 dC la galleria voluta dall’imperatore Vespasiano nel punto più stretto della gola. Un forulus, forellino scavato nella roccia, da cui deriva il nome attribuito alla gola. Accanto al suo imbocco una galleria ancora più antica, di epoca Etrusca.

Ci immergiamo nel bosco, e fin dai primi metri notiamo alcune installazioni immerse nella natura circostante: la schiena di una donna scavata nel tronco di un albero e una lunga lama di rasoio attorno alla quale scorre un piccolo torrente. Tra le fronde, notiamo poi i muri color crema e il tetto grigio di una casa. Ci guardiamo intorno, giocando ad individuare altre opere nel giardino selvaggio in cui ci troviamo, prima che una voce forte e gioviale attiri la nostra attenzione.

Antonio Sorace, il padrone di casa, ci viene incontro per accoglierci con calore. Vicino a lui trotterella un grosso cane, che ci saluta un po’ guardingo. Siamo nella Casa degli Artisti, residenza creativa e rifugio di Antonio e della sua compagna Andreina De Tomassi.

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Andreina ci saluta dalla finestra, e scende poco dopo per mostrarci le nostre sistemazioni: rimaniamo subito colpiti dalla grande spontaneità di questa coppia, che ci mostra due grandi camere e ci annuncia che la cena verrà cucinata da Antonio. Stanchi e sudati, accettiamo la proposta di provare la doccia solare situata nel giardino. Mentre cammino sul prato, noto un grappolo di lune d’oro che pende dai rami di una pianta, e una funambola sospesa tra il tetto della casa e la chioma dell’albero vicino.

Un’ora dopo, davanti ad un piatto fumante di pasta che Antonio mi serve, chiedo ai nostri ospiti di raccontarci un po’ di loro e della storia della casa in cui ci troviamo, un vero e proprio scrigno di libri e opere d’arte.

È bello ascoltare Antonio che ci racconta la storia di Andreina, che in parte coincide con la sua: dopo aver girato il mondo come critica cinematografica e aver collaborato con l’assessore Renato Nicolini per l’Estate Romana, Andreina viene assunta nel 1979 come giornalista per la sezione Spettacoli de La Repubblica. Fonda prima il supplemento “Cartellone” e poi “Trovaroma”, in cui collabora anche Antonio, e affianca al lavoro giornalistico vari incarichi nelle università e in grandi associazioni come lo Slow Food.

Con lo stesso tono amorevole Andreina ci racconta del suo poliedrico compagno: oltre ad avere un passato di fotogiornalista, e ad essere un grande esperto di medicina cinese, Antonio è scultore e artista. Scopriamo che la ballerina sospesa è una delle sue opere.

La Casa degli Artisti era originariamente una residenza destinata ai lavoratori della vicina centrale idroelettrica dell’Enel. Non più abitata, venne messa all’asta nel 2003. Andreina e Antonio la acquistarono, e dopo sette anni di ristrutturazioni la casa divenne sede dell’associazione Casa degli Artisti.

Il loro obbiettivo era la realizzazione di una residenza creativa, in cui gli artisti potessero soggiornare mentre lavoravano alle loro opere, ma non solo. Per loro era fondamentale creare una comunità, dove l’arte e il territorio potessero fondersi e contaminarsi a vicenda in totale libertà.

Crearono così Land Art, una manifestazione giunta quest’anno alla quinta edizione. È una passeggiata creativa che va dalla diga del Furlo fino a Sant’Anna, dove quest’anno dal 23 agosto fino al 19 settembre sarà possibile ammirare le opere di 50 artisti contemporanei rispettosamente inserite all’interno del paesaggio naturale. Tra le altre attività ospitate alla Casa degli Artisti ci sono la Zattera dei Poeti, un reading fluviale, e poi incontri, workshop, passeggiate ecologiche.

Inoltre Antonio e Andreina salvaguardano le piante autoctone e la biodiversità, coltivano 40 alberi da frutto e sono agricoltori custodi di rare varietà di mele.

Andreina ci racconta commossa di una studentessa di conservazione di beni culturali di Urbino, che ha parlato delle attività della Casa degli Artisti nella sua tesi di laurea. Per loro è importante diffondere e promuovere la cultura artistica all’interno del territorio del Furlo. Ci regalano depliant, libri, piccoli oggetti che ci hanno colpito e che ritengono ci debbano appartenere.

Il più grande regalo ce lo fanno però la mattina dopo: ci rechiamo insieme a loro sulla diga del Furlo, per ammirare insieme Il Tuffo. Torniamo così all’inizio del racconto: non dimenticheremo mai la tuffatrice sospesa tra i monti, sospesa sullo stesso fiume che nel tempo ha scavato quella bellissima gola, ma soprattutto gli occhi dolcissimi di Antonio e Andreina, mentre si mettono in posa per farsi ritrarre insieme, abbracciati.

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Andreina e Antonio, e sullo sfondo della gola il tetto della Casa degli Artisti

Ottavia Mapelli

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La tappa da Piobbico alla Gola del Furlo

La prima parte della tappa è un meraviglioso saliscendi lungo strade deserte, con panorami a perdita d’occhio sulle montagne.

Si scende poi verso Cagli, con il suo bellissimo centro medievale e soprattutto lo spettacolare ponte romano.

La Gola del Furlo è il punto più spettacolare, soprattutto quando si passa l’antica galleria della Via Flaminia, scavata nel 76 aC, affiancata da una galleria ancora più antica, di epoca etrusca.

La tappa è tutto sommato facile, e molto gradevole.

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