MamaRò (#ItaliaML 7^ Tappa, da Brisighella a Cesena)

Partiamo da Cà Balbi senza fretta, dopo un’ottima colazione in compagnia di Antonio e tante foto tra gli ulivi. Anche il viaggio è rilassato e particolarmente piacevole: sfrecciamo tra frutteti e paesini, sotto un sole forse un pò troppo caldo che invita fermarsi di tanto in tanto ad assaggiare pesche e prugne.

Entrando a Forlimpopoli notiamo una statua di Pellegrino Artusi, l’autore del più noto trattato sulla cucina italiana, nativo della città romagnola, decidiamo di rendergli omaggio con un pranzo nel ristorante che porta il suo nome: Casa Artusi.

Le nostre tenute da ciclisti, bagnate di sudore, contrastano con l’ambiente elegante, ma i gentilissimi camerieri non battono ciglio, e ci servono porzioni di pasta allo scoglio, insalatone, ricotta con confettura, assaggi di deliziosa focaccia. Torniamo alle nostre bici sazi e decisamente soddisfatti.

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Dopo una ventina di chilometri giungiamo alla nostra destinazione: il bed and breakfast Mama Ro, a Cesena. Già durante il pranzo abbiamo curiosato sul sito della struttura, scoprendo che Carlo e Roberta, i padroni di casa, allevano una razza particolare di cane: il Lagotto Romagnolo. Sono proprio questi cani, socievoli e affettuosi, ad accoglierci a Mama Ro.

Carlo e Roberta sono stati grandi viaggiatori: dai loro viaggi e soprattutto dal Kenya, dove i genitori di Roberta si sono trasferiti dopo la pensione, provengono molti degli oggetti che arredano la loro bella casa. Anche il nome che hanno scelto per il loro bed and breakfast è di origine africana. Mama Ro significa infatti signora Roberta. Ci racconta di avere associato il nostro progetto alla scuola Inseguendo La Lumaca, fondata a Cesena da Gianfranco Zavalloni. Si tratta di un’esperienza formativa in cui ogni bambino è incoraggiato e sostenuto a seguire il proprio ritmo, senza forzature o giudizi sulla sua velocità di apprendimento.
Dopo aver piazzato le tende nel grande giardino, facciamo una chiacchierata con Carlo. Seduto su una poltrona in giardino, decorata da un bel cuscino etnico, ci racconta la sua storia. Lavorando come buyer per una multinazionale di prodotti ortofrutticoli, viaggiava molto: girava Africa, Europa, Sudamerica, lavorando in monocolture spesso molto distanti dal più vicino centro abitato. La vita da trasfertista, sempre in movimento, gli impediva di avere rapporti profondi con le persone che incontrava. Nel 2005, lui e Roberta iniziarono quindi a cullare un sogno: aprire un bed and breakfast, per avere un’occupazione e una residenza stabile e nello stesso tempo incontrare persone da tutto il mondo, sviluppando rapporti umani di scambio e arricchimento reciproco. Questo li portò a girare quella che consideravano la patria dei bed and breakfast: l’Irlanda. Per tre settimane visitarono strutture sempre diverse, alla ricerca di ispirazione per il loro progetto in Italia: proprio dalle case Irlandesi, in cui le camere dedicate agli ospiti sono arredate nello stesso stile delle stanze dei proprietari, Carlo trasse l’idea per il suo bed and breakfast, poi aperto nel 2007.

L’ala dedicata all’ospitalità è un naturale proseguimento del resto della casa, con oggetti provenienti da tutto il mondo e una cucina a disposizione degli ospiti, che di mattina si arricchisce delle deliziose torte preparate da Roberta.
Il bed and breakfast è circondato da campi di pesche e albicocche, per tre ettari complessivi di terreno: Carlo ci racconta che trent’anni fa Cesena era la capitale mondiale dell’ortofrutta, poi superata dalle cooperative per la grande distribuzione. Lui non riesce a nutrirsi di frutta acquistata: “se non la stacco dalla pianta non riesco a mangiarla, non la sento viva” dice sorridendo mentre coccola la sua Lola, che non lo abbandona mai e scodinzola felice ai suoi piedi.

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Ci racconta anche alcune esperienze che ha vissuto grazie al suo lavoro, come la settimana del baratto: sette giorni in cui le strutture offrono ospitalità gratuita in cambio di aiuto. Nel suo caso il baratto è avvenuto con una signora Cambogiana, che in cambio di una notte di ospitalità li ha aiutati nella raccolta della frutta. Carlo ricorda come questa donna, che a malapena sapeva farsi capire in italiano, avesse imparato nel giro di pochissimo tempo un lavoro per lei completamente nuovo, portandolo a termine con impegno e ottenendo un risultato migliore di chi lavorava nei campi ogni giorno. Hanno ospitato anche i ragazzi di Lingue Senza Frontiere, che organizzano campi estivi teatrali in lingua straniera per bambini e ragazzi.
Poco prima di lasciarci per visitare la vicina festa di paese, Carlo ci racconta di aver incontrato persone di tutti i tipi. Nel corso dell’anno lavora principalmente con trasfertisti, ma d’estate arrivano spesso turisti stranieri: ci confessa che gli piacerebbe che anche i suoi figli cogliessero l’occasione di parlare con gente di tutto il mondo, per esercitare le lingue, imparare nuovi schemi di pensiero, scoprire nuove culture.  Saluta poi con calore alcuni ragazzi appena arrivati da una gita al mare: soggiornano qui per qualche giorno, ma sembrano più parte della sua famiglia. Mama Ro è davvero una grande casa, in cui questa famiglia raccoglie oggetti e persone da tutto il mondo: un modo per continuare a viaggiare, anche senza zaino in spalla.

Ottavia Mapelli

La tappa da Brisighella a Cesena

Una tappa molto piacevole, in gran parte su stradelli tranquilli in mezzo alle campagne, eccettuato il tratto sull’Emilia tra Forlì e Forlimpopoli.

Lungo il percorso frutteti a perdita d’occhio: siamo in una delle zone più importanti per la frutticoltura italiana, nel bel mezzo della raccolta delle prugne e delle pesche.

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