Il Richiamo del Bosco (#ItaliaML 3^Tappa, da Paderna a Sala Baganza)

La tappa da Paderna a Sala Baganza, che ci conduce al B&B il Richiamo del Bosco è a dir poco… movimentata, a causa del maltempo che fortunatamente ci colpisce solo nella seconda parte della giornata. Dopo una buona pizza e una piccola salita scorgiamo finalmente la nostra meta. Ci accoglie Tatiana, la “custode” di questo rifugio in mezzo al bosco: sotto i suoi occhi un po’ perplessi alla vista di questo gruppetto fradicio scarichiamo le nostre borse ed entriamo. Ci basta un solo sguardo per capire che il traguardo è valso tutti i nostri sforzi: una sala spaziosa, luminosa nonostante il tempaccio, con grandi librerie in legno chiaro e lavagnette coperte da disegni del bosco e formule matematiche incomprensibili.

l'enorme cucina del B&B il Richiamo del Bosco

l’enorme cucina del B&B il Richiamo del Bosco

Tatiana ci ristora subito offrendoci uno spuntino a base di salame di felino e grana padano: mentre ci rifocilliamo ci spiega che Carla, la proprietaria, ha aperto il bed and breakfast ormai da quattro anni, di cui tre con Tatiana al suo fianco, e ha voluto costruirlo nel modo più ecologico possibile: riscaldamento a pannelli solari, finestre che impediscono la dispersione del calore, e un cappotto molto spesso in lana di roccia.

Il loro progetto era quello di servirsi di un pozzo per la fornitura d’acqua, ma non ne hanno purtroppo trovato quantità sufficiente. Gran parte degli arredi sono stati costruiti a mano da un unico artigiano, riutilizzando vecchie cose e materiali naturali: oggetti semplici e ormai consumati sono reinterpretati con gusto e abilità artistica, rivelandosi ancora capaci di sorprendere. Per il tavolo della sala assi da cantiere lunghe tre metri, un mobile di legno che osservato con attenzione si rivela composto da vecchie casse di vino, la vecchia anta di un armadio che rivive come specchio. Entrando in camera, che come tutte porta il nome di un animale del bosco, io e Cristina ci innamoriamo a prima vista del letto a baldacchino costruito con il legno del bosco, e lo occupiamo immediatamente a discapito degli uomini, che si accontentano dei due letti più piccoli, circondati da adesivi colorati di dinosauri.

Dopo una necessaria doccia calda nel bagno di quarzite e un paio d’ore di lavoro, il nostro Daniele sfodera le sue doti da cuoco preparando un’ottima pasta, mentre Tatiana si prodiga nel mettere in tavola tutto ciò che il fornitissimo frigo ha a disposizione. Nel frattempo si interessa a noi, ci riempie di domande, mi chiede degli autori russi che ho studiato: è una riserva inesauribile di energia.

Preparando la cena conosciamo anche due degli ospiti fissi del bed and breakfast, che per lavoro soggiornano in una delle camere per parte della settimana. Uno di loro, Luciano, contribuisce alla nostra cena con prelibatezze vegane e si unisce a noi, raccontandoci un po’ della sua vita quotidiana da ospite del Richiamo del Bosco, di cui parla con grande entusiasmo, ma anche dei suoi viaggi: la pioggia fuori continua a cadere, ma tra le luci soffuse che illuminano la tavola, i racconti di Cuba e una musica rilassante in sottofondo noi ci sentiamo in un piacevolissimo nido. Questo posto è talmente bello da sembrare tratto da una rivista, ma basta viverci per qualche ora e si rivela una casa confortevole e con una forte personalità.

Ci svegliamo faticosamente al suono della pioggia che non accenna a diminuire. L’idea di indossare il kway fin dalla partenza della tappa non ci alletta proprio, e un po’ mesti ci trasciniamo in pigiama fino al soggiorno, dove l’efficientissima Tatiana è pronta a tirarci su di morale con una colazione abbondantissima e variegata. Sgranocchiando muesli e spalmando crema di nocciole bio Alberto ci aggiorna sulle prossime tappe: ma nessuno è molto invogliato a rimettersi in viaggio, e sembra più concentrato sulla sua colazione che sulla prospettiva di una partenza bagnata. Visto che il diluvio non accenna a diminuire, decidiamo quindi di trattenerci ancora per un po’: lavoriamo all’itinerario, ci diamo da fare con i racconti di viaggio, chiacchieriamo ancora un po’ con Tatiana, fino a quando qualche timida schiarita non ci convince che è l’ora di lasciare il nostro nido.

Ci rimettiamo quindi in viaggio, sfrecciando in mezzo al bosco: raggiungere Maranello necessiterà un movimento un po’ meno lento, ma il nostro team ormai collaudato ce la può fare.

Ottavia Mapelli

La tappa da Paderna a Sala Baganza

La prima parte dell’itinerario percorre il nuovo tracciato della Via Francigena fino a Fiorenzuola, e da qui rimane a sud della Via Emilia fino a Fidenza. Si raggiunge quindi Collecchio percorrendo un tratto di strada piuttosto trafficato. Una volta usciti dal paese si entra nell’incanto dei boschi di Carrega, una foresta maestosa percorsa da un dedalo di sentieri.

Route 2.727.046 – powered by www.bikemap.net

 

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