Il Castello del pellegrini (#ItaliaML 2^Tappa, da Spessa Po a Paderna)

Il Castello di Paderna compare all’improvviso in un piccolo bosco, nel bel mezzo della campagna piacentina. E’ un complesso enorme e maestoso, circondato da un fossato tuttora alimentato da un vicino fontanile.
Suoniamo il citofono con un certo timore, temendo di esserci sbagliati, ma quando mi presento una voce femminile mi risponde sicura. Ci aspettano.

L'arrivo nel nostro prestigioso posto tappa

L’arrivo nel nostro prestigioso posto tappa

Cristina, la castellana, ci apre un portone che dà sul grande cortile. E’ splendido. “Vi ho messo a disposizione due appartamenti”, ci dice mentre ci scambiamo sguardi increduli.
Pierluigi, suo marito, di viene incontro poco dopo. Ci conduce nell’ala nobile, divisa in due deliziosi cortiletti più piccoli. Sul cortile più antico si apre una piccola cappella precedente all’anno mille, costruita con i materiali di recupero dell’insediamento romano da cui Paderna prende il nome: Fundus Paternus.

Questo slideshow richiede JavaScript.


Siamo entrati in un pezzo di storia. Pierluigi ci racconta di essere discendente della dinastia dei Marazzani, proprietari del castello dal 1493 al 1949.
Oggi il castello è al centro di un’azienda agricola di una trentina di ettari, certificata biologica nel 1992, in cui si coltivano pomodori, cereali, frumento, uva, e soprattutto mele, con una collezione di antiche varietà ormai a rischio di estinzione.
La passione per le specie a rischio ha dato vita a una fiera che si svolge all’interno del Castello a inizio ottobre, che nella scorsa edizione ha visto la partecipazione di più di 14.000 persone.
Cristina e Pierluigi ci hanno contattato qualche settimana fa per avere informazioni sulla Via Francigena, il cui percorso lambisce la proprietà. Vedono che il flusso dei pellegrini cresce anno dopo anno, ne hanno conosciuti molti, spesso li hanno rifocillati durante la tappa massacrante che unisce Piacenza a Fiorenzuola.

Pierluigi e Cristina, i castellani di Paderna

Pierluigi e Cristina, i castellani di Paderna

Gli piacerebbe aprire il loro castello ai viandanti, fornire loro accoglienza, ma nello stile “pellegrino”. Insomma, creare un ostello nel castello. Hanno già pensato al nome: “Chateau Pelerin”, il castello pellegrino.
Ci chiedono consigli su come organizzare la struttura, vogliono conoscere i bisogni del pellegrini, le loro abitudini, per organizzarsi al meglio.
Ceniamo insieme, assaggiando fantastici vini piacentini e una pasta condita con le verdure dell’orto, e sogniamo insieme quello che potrebbe diventare l’ostello più bello e originale dell’intera via Francigena.

La tappa da Spessa Po a Paderna

Questo slideshow richiede JavaScript.

Dopo un primo tratto tranquillo e silenzioso lungo l’argine del Po, la prima emozione forte della giornata è l’attraversamento del ponte di Arena Po, interminabile e trafficatissimo. Si imbocca quindi un dedalo di stradine di campagna che consentono di scendere verso sud-est evitando la via Emilia e le grandi arterie, che incrociamo solo in corrispondenza dei ponti sul Trebbia, sul Tidone e sul Nure. L’elemento più interessante della tappa sono i numerosi castelli, purtroppo non visitabili.

Route 2.727.025 – powered by www.bikemap.net

Guarda la mappa dettagliata del percorso e scarica la traccia GPS