# ITER: Pedalando verso il futuro, in sella a una e-mountain bike

Tre giorni di viaggio sono bastati per cambiare radicalmente il mio punto di vista sul futuro della bicicletta. 170 km attraverso le Alpi, valicando il colle del Gran San Bernardo a quasi 2500 m di quota, con 3.000 m di dislivello totale. Decine di chilometri di salite di ogni genere, dall’asfalto con modesta pendenza ai sentieri sconnessi e sassosi con rampe del 20% e più.
Percorsi che mai avrei potuto affrontare in sella, con il mio modesto allenamento in questo periodo, e che invece ho potuto superare agevolmente, divertendomi moltissimo, e faticando il giusto, grazie a una e-bike, anzi, una e-mountain bike. Un mezzo che probabilmente entro pochi anni rivoluzionerà il mondo della bicicletta. 

Non è semplice descrivere a parole il funzionamento di una e-bike. Per fare un paragone grossolano, in pianura si pedala come se si fosse in leggera discesa, in una moderata salita si pedala come se si fosse in pianura, in una salita molto ripida come se si affrontasse una leggera salita. Una e-bike non è un ciclomotore elettrico, il ciclista deve sempre pedalare, ma la fatica è sempre contenuta, grazie alla pedalata assistita dal motore elettrico, che comunque non si sostituisce mai alla forza delle gambe.

Pensiamo alle conseguenze per i cicloviaggiatori: una vacanza in bicicletta non è alla portata di tutti. O meglio, non lo è su una bicicletta “muscolare”. Una e-bike consente a chiunque goda di buona salute e sappia andare in bicicletta di affrontare anche lunghi percorsi in saliscendi, con una fatica moderata, per più giorni.

Grazie alla e-bike le persone più allenate e preparate tecnicamente possono affrontare anche lunghe salite con pendenze del 20% e più senza fermarsi, e così percorrere itinerari normalmente fuori dalla loro portata. Oppure possono portare l’amico meno allenato, o la compagna, o i familiari lungo percorsi che normalmente devono affrontare da soli. Con grande divertimento.

Durante la preparazione del viaggio attraverso le Alpi ho portato con me mia moglie da Aosta al Colle del Gran San Bernardo, superando 1900 m di dislivello e 38 km di salita. Una volta arrivata a quota 2469 m era felicissima e incredula per l’impresa, e da allora lo racconta fiera agli amici. Abbiamo passato insieme una bella giornata, condividendo una mia passione, realizzando un’impresa “speciale”.

 

Le e-mountain bike ITER della Fondation Gran Paradis

Chiunque può provare un’esperienza simile alla nostra: basta contattare la Fondation Grand Paradis al numero 0165/75301 (o via mail a info@grand-paradis.it), per prenotare una delle 18 e-MTB Flyer simili a quelle utilizzate nel nostro viaggio; si tratta di biciclette di ottima qualità. Il prestito è gratuito per tutti i possessori del Fondation Grand Paradis Pass che – al momento della restituzione della bici – dimostrino di aver speso almeno 10 euro nel comprensorio del Gran Paradiso, favorendo così l’economia del territorio. Le condizioni integrali per il prestito sono consultabili sul sito www.iter-alcotra.eu e sul sito www.grand-paradis.it

Post scriptum per gli appassionati di tecnologia (e per le persone di buon senso)

Il nostro mondo impazzito pubblicizza come un concentrato di tecnologie avanzate un’auto come la mia, 1350 kg di lamiere e plastica con un motore diesel, inquinante e rumoroso, con 88 kW di potenza che trasportano attraverso una città un carico utile di 75 kg (il sottoscritto), a una velocità media di 10 km/h circa.

Parliamo di 88.000 W che muovono 75 kg. Fanno 1.173 W al chilo.

Una e-bike, con un motore di 250 W di potenza, integrato dalla forza del ciclista, muove lo stesso carico utile con 3,33 W al chilo, a una velocità mediamente superiore, senza rumore, con bassissimo impatto ambientale.

Quindi se l’obiettivo è trasportare una persona, con la potenza (e i consumi) di un’auto, si muovono 352 (trecentocinquantadue) e-bike. Senza problemi di code, di inquinamento, di parcheggio, di zone a traffico limitato… e di fatica.

E allora, dove stanno le tecnologie avanzate?

Alberto Conte